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18 pescatori siciliani ostaggio dei libici da 45 giorni. Sindaco di Mazara e famiglie a Roma: “Basta silenzi”

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18 pescatori, alcuni dei quali malati e bisognosi di terapia farmacologica specifica, sono in mano alle milizie del Generale Haftar da ormai 45 giorni. Per il loro rilascio i libici hanno chiesto il rilascio di alcuni scafisti condannati per la “strage di ferragosto”

A 45 giorni dal loro sequestro, non si sa ancora nulla dei 18 pescatori dei due motopescherecci di Mazara del Vallo, l’Antartide e il Medinea, fermati il primo settembre a 38 miglia a nord di Bengasi dalle milizie del generale Khalifa Haftar.

Dopo 45 giorni, degli impegni di liberazione presi da Farnesina e Governo non sono rimaste che vuote promesse. Per questo oggi il sindaco di Mazara del Vallo e le famiglie de pescatori sono andate davanti Montecitorio a Roma per sollecitare, manifestando pubblicamente, una soluzione.

“Abbiamo seguito con umana e solidale speranza oltre che in silenzioso rispetto per l’azione d’intelligence del governo, seppur a distanza, la vicenda del prolungato sequestro dei pescatori mazaresi. Oggi pubblicamente e simbolicamente diciamo basta e invitiamo tutte le città e le comunità dei pescatori italiani a non abbassare l’attenzione sulla grave vicenda e auspichiamo la medesima determinazione che il governo ha avuto per liberare gli ostaggi in Niger”.

A dirlo è stato stamani il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, aggiungendo: “Nonostante, le rassicuranti notizie provenienti dalla Farnesina, nessun raggio di sole pare alzarsi all’orizzonte. Il sindaco Quinci oggi non sarà da solo a Roma con i suoi concittadini, davanti Montecitorio, insieme alle famiglie dei pescatori. Facciamo sentire la vicinanza dei Comuni porto di mare, delle nostre famiglie di pescatori, dei cittadini trapanesi siciliani italiani ed europei, uniti nel dire basta ad una vicenda di barbarie che non può essere relegata in capo al dolore delle sole vittime e familiari. L’Anci Sicilia e quella di Roma facciano proprio l’appello che proviene dalla più grande marineria peschereccia d’Italia”.

In sengo di solidarietà oggi a Trapani, si abbasseranno a mezz’asta le bandiere della città ma anche quella italiana ed europea.

Sulla stessa linea d’onda anche l’Anci Sicilia che per voce del presidente Orlando, ha dichiarato: “Rinnoviamo la nostra solidarietà alle famiglie dei 18 marittimi dei pescherecci Antartide e Medinea e la nostra vicinanza all’intera comunità di Mazara del Vallo, guidata dal sindaco, Salvatore Quinci. Abbiamo deciso di affrontare il tema in occasione del prossimo consiglio regionale dell’ANCI Sicilia e invitiamo le 390 amministrazioni comunali dell’Isola a porre in essere ogni iniziativa volta a sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso il coinvolgimento dei consigli comunale e l’eventuale adozione di specifici ordini del giorno”.

“E’ necessario dare continuità alle iniziative fin quì  poste in essere dal Governo nazionale per permettere una conclusione favorevole della trattativa in corso e far sì che i 18 marittimi possano tornare alle loro case e alle loro famiglie sani e salvi”.

“Riteniamo, inoltre – ha concluso il presidente Orlando – che sia  urgente porre le basi diplomatiche per tutelare i tanti lavoratori in mare e perché questi episodi  possano non ripetersi più”.


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Redazione

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Redazione di Fatti&Avvenimenti

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