Agrigento. Documenti, biglietti di viaggio e rifugi a clandestini: 2 tunisini arrestati, 9 gli indagati

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Sono 9 in totale gli indagati – di cui 2 finiti agli arresti domiciliari e altri 2 ancora ricercati – coinvolti a vario titolo nell’inchiesta della Procura di Agrigento a contrasto del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

La Polizia di Stato, nella tarda serata di ieri 18 aprile, ha dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal G.I.P. Luisa Turco del Tribunale di Agrigento, a carico dei due tunisini ACHIBI Nazha (classe 1966) e FATHALLAH Sadok (classe 1960) ritenuti responsabili, in concorso, del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Altri 2 destinatari della misura, risultati irreperibili, sono attualmente ricercati.

L’indagine, esperita dalla Squadra Mobile diretta da Giovanni Minardi e coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento sotto la guida del Procuratore Luigi Patronaggio e del Sostituto Procuratore Paola Vetro, ha permesso di contestare ai predetti soggetti di aver favorito, dietro pagamento di somme di denaro, la illegale permanenza di cittadini stranieri nel territorio nazionale. A tale fine, costoro avevano messo a disposizione di alcuni migranti documenti d’identità, titoli di viaggio per far risultare che gli stessi provenivano da canali leciti d’ingresso nello Stato, nonché sicure modalità di trasferimento per raggiungere altri Paesi europei.

La stessa ipotesi di reato è stata contestata anche ad altri 5 soggetti, residenti in Porto Empedocle e Lampedusa, sottoposti a perquisizione domiciliare delegata, per aver favorito la permanenza di stranieri che avevano fatto illegalmente ingresso nel territorio dello Stato attraverso la messa a disposizione delle abitazioni site sull’isola di Lampedusa, fornendo anche indicazioni agli stranieri irregolari ospitati nelle loro abitazioni per evitare i controlli ed i relativi rimpatri.

Dopo gli adempimenti di rito, ACHIBI Nazha e FATHALLAH Sadok sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.

Nell’ambito della medesima operazione sono state eseguite anche diverse perquisizioni, nel corso delle quali è stato rinvenuto materiale d’interesse investigativo. In una abitazione, peraltro, sono stati rinvenuti residuati bellici, sui quali sono in corso i dovuti accertamenti.

Presso l’abitazione di ACHIBI Nazha e FATHALLAH Sadok sono stati, invece, rinvenuti due vasi di epoca antica verosimilmente recuperati nei fondali marini, la cui detenzione è costata ai predetti anche una denuncia per ricettazione.


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