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ARS. Eletti i vicepresidenti con voto “controllato”: F.I vota per Di Mauro, il PD si spacca e in 6 votano Cancelleri del M5S


Nell’assemblea regionale siciliana la “bagarre” continua anche nell’elezione dei due vicepresidenti e visto i precedenti, non poteva essere altrimenti.

I due vicepresidenti eletti dell’Ars sono, Roberto Di Mauro del centrodestra e Giancarlo Cancelleri del Movimento 5 Stelle, ma vediamo come si è arrivati a questo risultato in cui emergono due fatti: il centrodestra controlla il voto dei suoi, evidentemente non fidandosi ed il PD conferma la spaccatura interna.

Iniziamo dal voto controllato che era stato già evidenziato nelle precedenti votazioni. A fare emergere la questione come al solito il M5S, con la capogruppo dei pentastellati Valentina Zafarana, componente del seggio elettorale,  che in occasione dello spoglio, denuncia la presenza di simboli e segni sulle schede. Di fatto per controllare i propri deputati, ogni partito, ma addirittura le varie correnti interne, sulla scheda, invece di segnare con una  “X” , hanno votato ognuno con simboli diversi, cerchi, quadrati, pallini, segno più e spunte, ogni segno riconducibile ad un gruppo preciso, se i voti finali non fossero arrivati, sarebbe stato semplice risalire al “traditore”. Zafarana a più riprese, ha polemizzato col neo presidente Micciché, ma il regolamento dell’ARS parla chiaro e vi è scritto, che bisogna segnare il nome, ma non specifica con cosa, quindi… tutto regolare.

Questo il primo dato, il secondo è più politico: il Partito democratico si è diviso un’altra volta e questa volta una parte,  forse sei, avrebbero votato per il M5S. Stando ai voti ottenuti dai candidati, infatti, è assai probabile che sei del Pd abbiamo votato per Giancarlo Cancelleri, che ha ottenuto 27 voti, sette in più dei suoi deputati ed uno sarebbe arrivato dal centro destra. Praticamente la stessa divisione che si era registrata sabato scorso, nell’elezione di Micciché.

Il centro destra “militarizzato” gongola, oggi conta su una maggioranza di 35 seggi propri,  – avendo perso Rizzotto della Lega – a cui si aggiungono i due di Sicilia Futura e i quattro piddini, quest’ultini, almeno al momento. Roberto Di Mauro dei popolari e autonomisti (Pea), infatti ha ottenuto 37 voti, 34 – ma forse non tutti – dai suoi, per l’assenza di un deputato e gli altri arrivati dai nuovi entrati.

Ora l’attenzione si sposta all’elezione delle altre cariche del Consiglio di presidenza: i deputati questori e i segretari, ma nel PD ormai le due fazioni sono in “trincea” e pronti alla resa dei conti, tanto, che coloro che hanno votato per il centro destra accusano gli altri di avere fatto partito unico con i cinque stelle. Ma in questo momento, esiste una sola verità il partito democratico è allo sbando e senza una guida.