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Bloomberg: Stoltenberg costretto a abbandonare piano di 100 miliardi di aiuti a Kiev per il no di alcuni alleati

Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg sta abbandonando il piano quinquennale di aiuti militari all’Ucraina per il valore di cento miliardi di dollari, dopo avere preso atto della contrarietà di alcuni membri dell’alleanza, ed ora chiede ai paesi di mantenere i loro attuali contributi

Lo riporta Bloomberg. Secondo la nuova proposta, che potrebbe ottenere il sostegno dei ministri della Difesa della NATO quando si riuniranno a Bruxelles la prossima settimana, gli alleati si impegneranno a spendere un totale di 40 miliardi di euro (43 miliardi di dollari) all’anno in aiuti all’Ucraina, in linea con la media dei contributi annuali dall’inizio della guerra con la Russia nel 2022. La NATO determinerebbe gli obiettivi di donazione di ciascuna nazione sulla base di una percentuale del loro prodotto interno lordo, e poi probabilmente pubblicherebbe i totali in un rapporto annuale.

Stoltenberg aveva precedentemente lanciato un piano per mettere insieme i contributi degli alleati per un valore di 100 miliardi di dollari per cinque anni, ma molti alleati hanno espresso la loro contrarietà.

Molti alleati sono perplessi dopo che il Congresso degli Stati Uniti ha aspettato per mesi per approvare i nuovi aiuti e sono anche preoccupati per la possibile rielezione di Donald Trump a novembre che potrenne significate uno stopo ai finanziamenti all’Ucraina. “Finora abbiamo già speso circa 40 miliardi all’anno, ma quello che chiedo agli alleati di fare è impegnarsi a farlo per i prossimi anni”, ha detto Stoltenberg dopo un incontro dei ministri degli Esteri della NATO a Praga. “Dobbiamo mantenere almeno questo livello di sostegno ogni anno, per tutto il tempo necessario”.

Sempre secondo Bloomberg, la nuova proposta ha più sostegno rispetto alla prima, ma rimangono molti contrari, in primis l’Ungheria con il primo ministro Viktor Orban contrario a qualsiasi ulteriore sostegno all’Ucraina. Anche la Turchia ha espresso preoccupazioni riguardo ad altre parti del pacchetto ucraino che dovrebbero essere approvate dai leader di Washington ed ha invitato alla cautela affinché qualsiasi coordinamento degli aiuti militari eviti la percezione di un maggiore coinvolgimento degli alleati nel conflitto.

Il piano non piace nemmeno all’Italia, il ministro degli Esteri Tajani già il 3 aprile, il giorno dopo che le prime informazioni sul progetto erano state fatte filtrare, ha espresso le sue perplessità. Nelle settimane successive, Tajani ha ripetuto in continuazione che l’Italia non è in guerra con la Russia, non intende mandare soldati, e non autorizza l’uso delle armi inviate all’Ucraina per scopi “non difensivi”.

La cosa che maggiormente preoccupa gli alleati, oltre alla questione finanziaria, è il fatto che questo piano porterebbe a “istituzionalizzare” gli aiuti militari, che sono volontari e che ogni paese può scegliere se fornire o meno.