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Campobello di Mazara. Violenza sessuale di gruppo su una 18enne: arrestati quattro giovani

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I carabinieri della compagnia di Mazara del Vallo, su disposizione della Procura di Marsala, hanno arrestato quattro giovani tra i 20 e i 24 anni, con l’accusa di violenza sessuale di gruppo aggravata. Due sono finiti in carcere e due agli arresti domiciliari

Foto archivio

Gli arrestai sono: E.B., del 1998, nato a Mazara e residente a Campobello; il marsalese F.B. del 1997; G.T, nato nel 2001, anche lui di Mazara ma residente a Campobello. E infine D.C. nato a Salemi nel 1999 e residente a Campobello. I primi due sono stati condotti in carcere, gli altri due posti ai domiciliari. Nella vicenda è coinvolto anche il minorenne G.V..  e per lui si procede separatamente, proprio perché non ha ancora 18 anni.

Le indagini condotte dai Carabinieri, sono state avviate l’8 febbraio scorso dopo la denuncia di una giovane studentessa di 18 anni che ha raccontato di essere stata invitata ad una festa privata con l’inganno e di essere stata abusata dai giovani.

La giovane ha raccontato che pochi giorni prima era stata invitata ad una festa all’interno di un’abitazione estiva in località Tre Fontane del Comune di Campobello di Mazara. La stessa, rassicurata dalla presenza di due suoi “amici di vecchia data” – (oggi agli arresti domiciliari) e ingannata dagli altri due (attualmente in carcere) poiché convinta che ci sarebbero state altre ragazze, ha accettato di partecipare a quella che sarebbe dovuta essere una semplice “mangiata” tra amici.

Dopo alcuni momenti trascorsi tra musica e alcol la giovane consumava un rapporto sessuale consenziente con uno dei ragazzi all’interno di una stanza posta al piano superiore dell’abitazione.

Tuttavia, pochissimi istanti dopo l’inizio del rapporto, il giovane non esitava ad invitare gli altri amici; sebbene il ripetuto diniego della giovane, i ragazzi agendo secondo la “logica del branco” profittavano della sua inferiorità fisica e psichica che le impediva di resistere. Neppure le urla di aiuto facevano desistere i presunti autori dall’odioso crimine tanto da provocare sul corpo della ragazza lividi e contusioni dovuti ai suoi vani tentativi di sottrarsi alle violenze che proseguivano tra le risate compiaciute di tutti i presenti.

Quella stessa sera avevano inizio le incessanti attività dei militari dell’Arma coordinati dalla Procura di Marsala che, attraverso l’attivazione di intercettazioni telefoniche e ambientali, la raccolta di sommarie informazioni a caldo delle persone variamente coinvolte nella vicenda e il sequestro degli smartphone degli odierni indagati, hanno permesso di raccogliere molteplici elementi di prova funzionali alla formulazione di un quadro indiziario nei confronti dei quattro giovani arrestati.

Al fine di consentire la genuina prosecuzione delle attività investigative in itinere il GIP del Tribunale di Marsala, condividendo quanto sostenuto dall’accusa, ha inteso adottare misure cautelari che tenessero conto delle diverse condotte degli indagati evidenziando il pericolo di inquinamento probatorio, l’alta probabilità di reiterazione del reato in considerazione della presunta pericolosità sociale e dalla personalità dei giovani accusati – emerse durante la fase preliminare d’indagine.

Al termine delle formalità di rito per i giovani che materialmente abusarono della giovane vittima si sono aperte le porte del Carcere di Trapani mentre gli altri due sono stati posti agli arresti domiciliari.


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Redazione

Pubblicato da Redazione

Redazione di Fatti&Avvenimenti

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