Cani Randagi intorno la scuola elementare S. Agostino: Un pericolo inaccetabile


Un pericolo inaccettabile quello che ci segnala oggi un nostro lettore. Da ormai alcuni mesi nei pressi della scuola elementare di S. Agostino bivaccano diversi cani randagi, senza che nessuno sia ancora minimamente intervenuto. 

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“Forse sono desiderosi di ricevere un’istruzione adeguata”, ironizza nella segnlazione il cittadino, ovviamente indignato da quello che sicuramente rappresenta una fonte di pericolo per i piccoli alunni dell’istituto che sia all’entrata che all’uscita dalla scuola rischiano di trovarsi questi cani davanti, non necessariamente con indole amichevole.

“Fermo restando l’amore per gli animali, però, – dicono nella segnalazione – trovo inaccettabile che un luogo frequentato da bambini sia ostaggio di un branco di cani randagi che, dalle primi luci del mattino fino alla sera, si aggirano indisturbati nella zona. Aspettiamo che qualcuno venga morso per prendere provvedimenti?”

Facendo nostra questa segnalazione chiediamo all’amministrazione di provvedere nel modo più celere possibile all’allontanamento o quantomento all’abbassamento della concetrazione di cani nella zona.


Pubblicato da Sean Gulino

Giornalista Direttore responsabile di Fatti&Avvenimenti. Nato a Partinico (PA), ma saccense. Ha sempre vissuto a Sciacca, dove fin da giovanissimo si è appassionato alla politica locale. Scrive da quando aveva 17 anni, scrive di tutto perché "così è giusto che sia". Ha scritto principalmente per il giornale ControVoce di Sciacca e per il Fatti&Avvenimenti, ma suoi articoli sono apparsi anche sui quotidiani La Valle dei Templi.net, LinkSicilia (MeridioNews), La Voce di New York e tanti altri giornali agrigentini, regionali, nazionali ed internazionali. Da Gennaio 2017 è corrispondente italiano per la rivista francese Lumieres Internationales Magazine. Scrittore a tempo perso. E' anche uno studente di Giurisprudenza. Coltiva da anni la passione della musica e del canto ed ha una sua band. Non chiedetegli cosa voglia fare da grande, perché non lo sa.