Caos ospedali Siciliani: al Cervello montano tende ma 22 posti di terapia intensiva pronti restano chiusi

Ospedali siciliani nel caos, al Cervello di Palermo fuori è una bolgia, mentre all’interno 22 posti di terapia intensiva pronti, rimango chiusi per problemi tecnici… ma è solo la punta dell’iceberg

La situazione degli ospedali in Sicilia è stata approfondita nella puntata di ieri sera da Mario Giordano nel suo programma “Fuori da coro”. La regione circa un anno addietro, a causa della pandemia, ha predisposto un piano per migliorare la sanità dell’isola e aumentare i posti in terapia intensiva e sub-intensiva, con l’obiettivo di creare 571 nuovi posti letto da essere operativi per maggio del 2021.

Purtroppo come la burocrazia ci ha insegnato, di quei 571 posti previsti, pronti ce ne sono solo 95 di cui 46 di terapia intensiva e 49 di terapia sub-intensiva. Rimangono 232 posti che sono ancora in costruzione ed altri 244 ancora da appaltare.

I problemi, come ampiamente previsti da tutti i virologi, sono esplosi con l’arrivo della variante Omicron, che proprio per la mancanza di posti letto ha messo in ginocchio tutti gli ospedali dell’isola.

Le scene più eclatanti si sono verificate al Cervello di Palermo, dove per mancanza di posti letto, all’esterno del nosocomio è stata montata una tenda gonfiabile di emergenza, che se non fosse per la gravità della problematica, sarebbe da inserire nel film “Oggi le comiche”, la tenda infatti, tenuta in piedi con getti di aria, a causa del guasto del compressore, si è sgonfiata con i degenti all’interno.

Ma vediamo la situazione all’interno. Ben 22 posti letto di terapia intensiva sono pronti, ma udite udite, non sono utilizzabile perché al piano non arriva l’ossigeno.  Resta la domanda: è più difficile e aggiungiamo costoso, risolvere questo problema, o montare una costosa tenda gonfiabile che si sgonfia? La risposta ve la date da soli. L’ex dirigente regionale Tuccio D’Urso, si difende dicendo che c’è un problema di allacciamento dei gas medicali, leggasi ossigeno: “Lo stiamo risolvendo, questione di giorni”. Questione di giorni, ma sul cartello dei lavori è scritto che dovevano consegnare le strutture finite entro il maggio del 2021.

Ma non è finita, nel progetto sono previsti altri 19 posti di terapia sub-intensiva, che al momento sono in piena costruzione, tanto che il reparto – come si evince nel video – è un cantiere edile a tutti gli effetti, quindi letti che sono solo sulla carta.

La ciliegina sulla torta però è rappresentata dalla situazione nell’ospedale “Umberto I” di Siracusa, dove i cantieri per la costruzione di posti letto in terapia intensiva e sub-intensiva sono fermi, perché durante gli scavi sono stati trovati reperti archeologici. Laconico il commento dell’On. Regionale Giorgio Pasqua: “Era ovvio, era sicuro che in questa zona c’erano reperti archeologi”.

 

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