Catania in dissesto. Bilanci comunali erano truccati: 36 indagati, anche l’ex sindaco PD Enzo Bianco

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Gli indagati a vario titolo, avrebbero: “mendacemente, attestato previsioni di entrata per il 2013 dolosamente sovrastimate e previsioni di spesa scientemente sottostimate”

A Catania i conti non tornavano da un bel po’, ma adesso se le gravissime accuse saranno confermate – si capisce il perché. Sarebbero ben 36 le persone indagate dalla Procura di Catania a seguito di scrupolose indagini della Guardia di finanza che hanno messo sotto la lente di ingrandimento i conti del Comune di Catania, finito in dissesto lo scorso anno.

A rischiare il rinvio a giudizio – date le gravissime accuse – sono nomi “eccellenti”: l’ex sindaco PD di Catania Enzo Bianco e diversi ex assessori come Luigi Bosco, Rosario D’Agata, Fiorentino Trojano, Giuseppe Girlando, Orazio Licandro, Angela Mazzola, Salvatore di Salso, Marco Consoli, Magnano San Lio. Avvisi di garanzia anche per i dirigenti Ettore De Salvo, Pietro Belfiore, Salvatore Nicotra, Alessandro Mangani, Alfredo Greco e Orazio Palmeri.

Per la Guardia di Finanza gli indagati “nell’esercizio delle proprie funzioni” avrebbero nel 2013 “attestato falsamente fatti dei quali gli atti pubblici predetti erano destinati a provare la verità”, inoltre: mendacemente, attestavano previsioni di entrata per il 2013 dolosamente sovrastimate e previsioni di spesa scientemente sottostimate (nella effettiva consapevolezza di un più elevato amontare di debiti dell’ente in particolare con riguardo al contratto di servizio con la partecipata Amt avendo stanziato una previsione di spesa inferiore a quella contrattualmente stabilita), altresi integrando omissioni in merito al riconoscimento e all’iscrizione di debiti fuori bilancio dei quali erano a conoscenza, in quanto maturati negli esercizi precedenti.


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