Catania. Tassa plastica e zucchero: la Coca-Cola delocalizza in Albania e annuncia 151 licenziamenti nell’impianto etneo

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“La plastic tax e la free tax, sono tasse per fare cassa”. Così l’Ad della Sibeg, azienda che imbottiglia la Coca-Cola a Catania, che annuncia un depotenziamento dell’impianto a favore di quello albanese e annuncia 151 licenziamenti

Il ministro dell’economia Roberto Gualtieri,

L’ Ad di Sibeg Luca Busi azienda che nell’impianto della Zona Industriale di Catania imbottiglia le bevande a marchio Coca-Cola, annuncia che il rischio, già paventato nella fase di approvazione della “plastic tax e free tax”, di depotenziare l’impianto di Catania con il conseguente licenziamento di 151 dipendenti, si sta concretizzando.

Busi inoltre ha precisato che oltre ai licenziamenti salteranno anche due importanti investimenti previsti per i prossimi tre anni, in programma sull’impianto di Catania. Quindi oltre ai 151 licenziati, si perderanno di fatto altri nuovi posti di lavoro, che adesso saranno ad appannaggio dell’impianto di Tirana, in Albania, dove si produce la bevanda anche per la Sicilia.

Da oggi preferiamo fare investimenti nell’impianto di Tirana in Albania. – Annuncia Luca Busi – Depotenzieremo al massimo l’impianto di Catania e amplieremo quello di Tirana. Tutto scatterà da ottobre, da quando aumenteremo i prezzi e crolleranno i fatturati dei 12 mesi successivi. Il grosso del taglio del personale verrà fatto da novembre fino ad aprile maggio, prima della stagione 2020-2021”.

Poi l’Ad dell’azienda spiega le motivazione dell’operazione, puntando il dito sul provvedimento fortemente voluto da PD e M5S: “La plastic tax e la free tax, sono tasse per fare cassa senza pensare alla salute dei nostri consumatori e senza pensare all’ambiente, sono tasse insostenibili, atte solo per distruggere il settore”.

Infine snocciola i numeri: “La Sibeg sarà costretta ad aumentare i prezzi al consumo del 20% e di conseguenza saremo costretti a perdere fatturato e la nostra stima è di un meno 27% in un anno: da 315 milioni di euro arriveremo a 86 milioni e per sopravvivere saremo costretti a lincenziare 151 persone”.

Il provvedimento tanto voluto dal governo Conte 2, proposto con caparbietà dal M5S e appoggiato senza riserva dal ministro dell’economia Roberto Gualtieri del Pd, come previsto da molti economisti, incomincia la sua opera di distruzione delle aziende italiane, partendo da Catania, ovvero dalla Sicilia, dove ogni posto di lavoro perso non fa altro che acuire la già precaria situazione sul fronte occupazionale.

L’Ad comunque lascia un piccolo spiraglio per evitare questa “catastrofe” economica per la Sicilia: “L’articolo di legge in questione, deve essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e quindi c’è ancora qualche mese per cercare un confronto con il governo e tentare di aprire un tavolo tecnico per costruire un percorso sostenibile per le imprese come è stato già fatto in Inghilterra ed in Francia”.

 


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