Citta termali, Chiuso il tavolo tecnico all’Ars


Si è concluso all’Assemblea regionale il tavolo tecnico con i comuni delle Città termali, l’Ancot e Federterme.

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L’incontro ha valutato le indicazioni dei componenti e la possibilità di sostenere oltre agli aspetti sanitari, quelli turistici che possano rendere produttivo un settore importante per la Sicilia dalla forte vocazione naturale. Si è discussa la possibilità di inserire nel ddl anche la normativa relativa alle concessioni sui bacini idrotermominerari.

“Siamo soddisfatte del lavoro che questo pomeriggio siamo riuscite a svolgere insieme a tutte le parti del tavolo che contiamo di allargare. Porteremo presto il ddl in aula così che si possa votare al più presto, prima della fine di questa legislatura: è un impegno che prendiamo insieme affinchè possa concretizzarsi al più presto.

Il settore termale deve diventare una realtà turistica di sviluppo, lavoro e benessere ed è un bene che anche l’assessorato al Turismo si sia reso ricettivo e disponibile nelle iniziative che intendiamo seguire”.  E’ quanto dichiarano in una nota congiunta le deputate Margherita La Rocca Ruvolo, Centristi per la Sicilia, e Concetta Raia del Pd.


Pubblicato da Sean Gulino

Giornalista Direttore responsabile di Fatti&Avvenimenti. Nato a Partinico (PA), ma saccense. Ha sempre vissuto a Sciacca, dove fin da giovanissimo si è appassionato alla politica locale. Scrive da quando aveva 17 anni, scrive di tutto perché "così è giusto che sia". Ha scritto principalmente per il giornale ControVoce di Sciacca e per il Fatti&Avvenimenti, ma suoi articoli sono apparsi anche sui quotidiani La Valle dei Templi.net, LinkSicilia (MeridioNews), La Voce di New York e tanti altri giornali agrigentini, regionali, nazionali ed internazionali. Da Gennaio 2017 è corrispondente italiano per la rivista francese Lumieres Internationales Magazine. Scrittore a tempo perso. E' anche uno studente di Giurisprudenza. Coltiva da anni la passione della musica e del canto ed ha una sua band. Non chiedetegli cosa voglia fare da grande, perché non lo sa.