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Conferenza di pace in Svizzera. Diversi Stati neutrali: “Senza Putin non si tratta”. Non ci sarà una dichiarazione unanime

“Il comunicato congiunto del Vertice di pace in Svizzera diffuso stanotte da organi di stampa internazionali è una bozza datata 13 giugno su cui non è stato ancora raggiunto un accordo ufficiale tra i partecipanti al summit”

Lo ha affermato il cancelliere austriaco Karl Nehammer parlando con i giornalisti a margine della conferenza nella località montana svizzera di Buergenstock. Nehammer ha aggiunto che la dichiarazione finale della Conferenza di pace a Lucerna non è destinata a ricevere un sostegno unanime.

Il “China Daily” giornale di Stato di Pechino scrive: “Come possono le due parti raggiungere un accordo senza che vi sia un rappresentante russo?”. La domanda retorica evidenzia che i colloqui di Lucerna sono “privi di significato”. L’assenza totale della Cina alla Conferenza voluta da Zelensky, secondo il consigliere alla sicurezza nazionale Usa, Jake Sullivan: “Rende chiara la posizione delle Cina rispetto alla guerra con la Russia”. Il numero 2 cinese al Palazzo di Vetro, all’Onu, Geng Shuang, ha dato voce alle aspettative dei Paesi che si potrebbero definire neutrali se non filo-russi, spiegando che per il Dragone alla pace si può arrivare solo se Russia e Ucraina potranno “incontrarsi a metà strada”.

Altra defezione che pesa, seppure non totale, è quella dell’India di Narendra Modi, che ha nominato un alto funzionario del ministero degli Esteri, mentre il Brasile di Lula ha optato per la figura di un “osservatore” e il Sudafrica, concentrato sulla successione allo stesso presidente Ramaphosa, per un inviato. Di fatto, i Brics si comportano in linea con la posizione di neutralità, se non di sostanziale appoggio alla Russia, portata avanti in questi due anni e quasi quattro mesi.

La Russia ha dimostrato di non essere isolata nel mondo come l’Occidente sperava fosse, attraverso le sanzioni e l’offensiva diplomatica, Mosca continua ad avere il sostegno della Cina e di altri Paesi come Corea del Nord e, meno esplicitamente, India. Senza contare che anche in Europa, Putin ha “amici” come l’Ungheria e la Slovacchia che è presente in Svizzera con emissari di basso profilo. Anche per Nataa Pirc Musar, presidente della Repubblica della Slovenia che in Svizzera si è presentata: “Senza Putin non si tratta”.

India, Cina e altri Paesi usufruiscono di sconti sugli acquisti del greggio russo dirottato dall’Europa al resto del mondo. E questo conta molto. Sempre per le relazioni politiche e commerciali anche la Turchia è assente e questo nonostante il presidente Erdogan, sia stato l’artefice degli unici risultati ottenuti finora sul fronte dei negoziati russo-ucraini indiretti per la ripresa dei traffici marittimi nel Mar Nero per il grano e lo scambio di prigionieri. Il Sultano ha tenuto una linea equidistante, rifornendo gli ucraini di droni specie nella prima fase del conflitto, ma poi rifiutandosi di applicare alla Russia le sanzioni dell’Occidente.

Il piano di pace presentato in 10 punti da Zelensky è stato affiancato da altre proposte. Quello cinese è in dodici punti, oltre a quello essenziale insieme al Brasile di soli 6 punti reso pubblico il mese scorso, poco dopo la visita di Putin a Pechino e anche in quel testo una conferenza di pace è prevista, ma “al momento opportuno”, e il suo obiettivo è quello di portare entrambe le parti al tavolo dei negoziati.