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Consuntivo 2015. Opposizioni a gamba tesa: “Non c’è clima per confronto civile con la maggioranza”


Le forze politiche di Opposizione hanno trasmesso oggi un documento a cui affidano la propria posizione politica.

CONSIGLIO-comunale

Riteniamo, anche alla luce dei recenti e poco consoni accadimenti occorsi dentro e fuori l’aula consiliare, che non vi sia il clima per un civile e proficuo confronto fra parti e posizioni differenti, ritenendoci poco tutelati nell’espletamento del proprio ruolo dal Presidente del Consiglio Comunale, il quale in più occasioni ha esternato la sua appartenenza politica, che evidentemente mal si attaglia a colui che, al contrario, dovrebbe assurgere al ruolo di “primus inter pares”. Per questo quindi preannunciano un voto negativo al consuntivo, ribadendo ancora una volta la pregnanza politica della manifestazione di voto.

Per i consiglieri del Partito Democratico, Sciacca Democratica, SEL e l’indipendente Elvira Frigerio, a ciò si aggiunge la pressoché totale sordità ed indifferenza dell’esecutivo a qualsivoglia contributo sia provenuto in questi anni dai banchi dell’opposizione; un esecutivo che, a detta dei consiglieri, solo a parole ha ripetutamente predicato collaborazione e confronto nell’interesse della città, limitandosi invece ad imporre, con ogni mezzo possibile ed a dispetto delle sue reali forze consiliari, le proprie verità e le proprie ricette, in una sorta di perenne “ipse dixit” e con palese dispregio delle posizioni e delle numerose proposte, elaborate ed esposte dai diversi esponenti politici del centro sinistra, denunciando in tal modo una evidente incapacità nel manifestare rispetto nei riguardi di posizioni politiche altre e diverse dalle proprie certezze assolute, in questo sostenuto da “Consiglieri salvagente” che in ogni occasione si sono manifestati in questi anni, salvando di volta in volta la cosiddetta maggioranza – che nei numeri non è più da tempo -, ed evitando che la barca colasse a picco.

“Non essendoci, a nostro avviso, i presupposti minimi per sviluppare un confronto civile con soggetti e parti politiche che, evidentemente, considerano reato di lesa maestà il sacrosanto diritto a dissentire e che manifestano tale disturbo attraverso manifestazioni verbali che adesso hanno raggiunto livelli di provocazione che giudichiamo intollerabili, – rimarcano ancora le vicende accadute nella scorsa seduta – ancor più gravi laddove non impediti da un opportuno e tempestivo intervento della massima carica consiliare, per tali ragioni abbiamo deciso di non prendere parte ad un dibattito consiliare che non ci interessa e che non ci riguarda, visto che rappresenta il consuntivo politico, e non certamente tecnico, come qualche collega vorrebbe far passare, dell’operato di questa compagine di governo nell’anno precedente; un operato che abbiamo avversato e contestato in ogni sede e con ogni strumento a nostra disposizione, ritenendoci anni luce distanti dalle politiche promosse da questa coalizione di centro destra e che pertanto oggi bocciamo con un voto di contrarietà, che è unicamente politico, perché politica e non altro è la funzione che la legge ci assegna e che in quest’aula svolgiamo, affidando agli uffici, che egregiamente svolgono il loro compito, l’attestazione di regolarità giuridico – amministrativo- contabile dall’atto stesso.

Ritenendoci tuttavia forze serie e responsabili siamo presenti in quest’ aula, in ossequio ad un preciso impegno assunto con il commissario ad acta nominato, che era ed è quello di garantire con i nostri numeri che la seduta avesse luogo, rimandando pertanto al mittente i continui appelli al senso di responsabilità, i quali invece andrebbero rivolti in casa propria e volgendo lo sguardo verso chi, all’interno delle forze di centro destra, anziché agevolare il confronto, cerca sistematicamente il muro contro muro; appelli che non ci riguardano perché, per ciò che ci riguarda, abbiamo dimostrato in questi anni di avere senso di responsabilità da vendere e rispetto a cui non accettiamo lezioni da chicchessia”.

Le opposizioni concludono ritenendosi tuttavia in “emergenza democratica”, riservandosi pertanto di assumere tutte le necessarie determinazioni atte a salvaguardare i sacrosanti diritti e le più elementari prerogative delle minoranze, a cominciare dal diritto al reciproco rispetto istituzionale, che è poi un asse portante di qualsiasi consesso democratico.