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Coronavirus e Mes. Mentana asfalta Conte e M5s. Per Salvini “Il Mes è come andare dallo strozzino”

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Non si placano le polemiche sul Mes e sulle dichiarazioni di chi e quando è stato votato, ieri sera nel TG delle 20 Enrico Mentana ha ricostruito i passaggi dal 2010 ad oggi e poi ha bacchettato il premier Conte e il M5S

Non si placano le polemiche. Le parole del premier Giuseppe Conte con accuse precise, a Matteo Salvini non sono andate proprio giù e in un’intervista telefonica rilasciata a Telelombardia, è tornato sull’argomento: “Il governo assicura che non accetterà di ricorrere al Mes? “Meglio tardi che mai”. Poi ha aggiunto: “Speriamo che le nostre denunce e segnalazioni servano perché il Mes concede prestiti a tasso di usura, come quando si va dallo strozzino”.

Per Salvini infatti: “Le risorse offerte dal MES sono trascurabili rispetto al pericolo che esso venga usato come grimaldello per far entrare in Italia la troika. La vera soluzione era e rimane un intervento della Banca centrale.

Se davvero Conte e il governo non vogliono il Mes, basta che calendarizzino e votino la Proposta di Legge depositata dalla Lega per la revoca del Trattato. PD e 5Stelle lo facciano e noi ci siamo!”

Fin qui i risvolti sul Mes, poi però ritorna sulla contestata conferenza stampa a reti unificate: “Uno vede il presidente del Consiglio in televisione, in un momento così drammatico, pensa che ti parli delle mascherine, dei tamponi, della cassa integrazione… E invece no, questo signore va in televisione più di una volta a polemizzare contro Salvini che dice le bugie… Nel 2012, quando il Parlamento italiano approvò il Mes, a luglio, c’era il governo Monti e la Lega era all’opposizione e votò contro. Lo puoi dire una volta, ma ieri un altro comunicato stampa contro Salvini e contro le opposizioni… noi siamo al lavoro sulla cassa integrazione”.

Il leader della Lega in questo passaggio si riferisce alle accuse di Conte secondo cui a firmare il Mes nel 2012 fu un governo di centro-destra con Meloni Ministro e Salvini in maggioranza, cosa che non corrisponde al vero, come peraltro ha ribadito ieri sera Enrico Mentana nel suo Tg del 20. Ed ecco il pezzo in questione.

La Lega – come da ricostruzione anche di Mentana – nel 2012 era all’opposizione del Governo Monti che era sorretto da Berlusconi, Bersani e Casini e sul Mes votò contro, mentre Giorgia Meloni che faceva parte del Pdl, non si presentò in aula.

Nello stesso Tg però Mentana rimette anche al posto gli haters del M5S che in questi giorni lo hanno attaccato duramente per aver espresso la sua contrarietà all’uso che Giuseppe Conte ha fatto della conferenza stampa istituzionale durante la quale si sarebbe dovuto limitare a spiegare le nuove misure del governo in materia di coronavirus, senza cadere nella polemica politica. 

Per Mentana: “Nei telegiornali va dato spazio a tutti, ma non tutti possono averne accesso come fosse una buca delle lettere. Il presidente del consiglio ha tutto il diritto di parlare al paese e ha gli strumenti per farlo, ma se in questi giorni ha usato questa risorsa così spesso è perché siamo alle prese con un’emergenza grave e importante. Io credo che sia giusto ascoltare tutte le volte che ci sono notizie di provvedimenti da parte di chi sta guidando il nostro Paese, ed è il premier Conte, ma non per favore le polemiche politiche, con evidentemente un rapporto di forza e mediatico sbilanciato rispetto alle opposizioni.

E poi per cosa le polemiche politiche, per le fakenews? Ma come abbiamo visto il Mes è un argomento controverso. Il presidente del consiglio poteva rispondere a Salvini e Meloni con un comunicato, tutti lo avremmo ripreso. La verità è che non può essere data la possibilità a un capo del governo, tranne non sia Chavez in Venezuela, di intervenire quando vuole e su quel che vuole perché questa evidentemente non è democrazia. E la democrazia è tale perché ha l’opposizione”. 


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Redazione

Pubblicato da Redazione

Redazione di Fatti&Avvenimenti