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Crocetta, mi ricandido, i cittadini decidano se la mia esperienza va promossa


Un vecchio detto siciliano che si usa per evidenziare in modo sarcastico le “qualità” negative di qualcuno, recita: “ una marca una garanzia”.

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Il presidente della regione siciliana Rosario Crocetta, in questi giorni, ha fatto di tutto per farsi cucire addosso tale detto. L’occasione è stata l’inaugurazione della chermesse siciliana del PD a Catania, con un intervento a margine della Festa nazionale dell’Unità.

Il governatore non ha perso l’occasione per gettare benzina sul fuoco di un partito che in Sicilia – ma non solo – più che diviso in correnti, è frammentato in mille rivoli: “Mi candiderò alla presidenza della Regione, sono i cittadini che devono decidere. Chi viene eletto ha passato una verifica democratica e quindi sono i cittadini che devono stabilire se un’esperienza è da bocciare o da promuovere”.

Poi incalzato da un giornalista che gli ha chiesto se sarà il candidato unico del centrosinistra. “Credo – ha aggiunto Crocetta – che non possiamo trasformare la politica in un gioco squallido di potere. Io ho vinto le elezioni quattro anni fa sulla base di una proposta politica chiara, alternativa, che metteva insieme movimenti della società civile, quindi anche quei settori tradizionalmente lontani dai partiti, insieme alla sinistra e a forze democratiche di ispirazione cattolica”.

Inoltre ha elencato tutto ciò che di positivo – ovviamente dal suo punto di vista – ha fatto in questi quattro anni di governo. Le polemiche alla fine, come immaginabile, si sono sprecate e i commenti sono stati taglienti e velenosi, sopratutto dalla sponda renziana che fa capo ad altro soggetto aspirante a cucirsi addosso lo stesso detto sopra citato, cioè Davide Faraone.

Con Crocetta siamo d’accordo solo sul fatto, che a decidere devono essere gli elettori, sul resto stendiamo un velo pietoso e ribadiamo: Crocetta, “un uomo, una marca, una garanzia”.