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Decreto-riaperture, è scontro tra Salvini e Draghi: la lega non lo vota, ma il premier tira dritto e conferma le 22

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”La Lega chiede di dare fiducia agli italiani che hanno dimostrato per un anno pazienza e rispetto delle regole. Non possiamo votare un decreto che continua a imporre chiusure, coprifuoco e limitazioni”

Questa la richiesta pressante di Matteo Salvini al premier Mario Draghi su un allentamento delle restrizioni e l’allungamento dell’orario di apertura per bar e ristoranti fino alle 23. “I dati sanitari – aggiunge il leader della Lega – fortunatamente sono in netto miglioramento: negli ultimi giorni sono migliaia i letti di ospedale che si sono liberati. Con rigidi protocolli di sicurezza, con prudenza e mantenendo le distanze, si può anzi si deve tornare a vivere e lavorare al chiuso e all’aperto. Ce lo dicono sindaci, governatori, associazioni, imprese e lavoratori di tutta Italia. O ci saranno modifiche e non non lo voteremo. Abbiamo fiducia in te, Presidente, ma non possiamo farlo”.

Tradotto significa che la Lega non voterà il provvedimento e in Aula si asterrà. Mario Draghi non gradisce l’uscita di Salvini e visibilmente infastidito non cambia il suo programma e tira dritto, mandando un segnale chiaro anche a Forza Italia e Italia viva, entrambi favorevoli ad allungare l’orario fino alle 23, che immediatamente si allineano ai dick dat del premier, tant’è che Mariastella Gelmini, ministro agli Affari regionali, poco dopo il via libera al decreto commenta: “Siamo alla fine soddisfatti di questo testo perché è comunque una ripartenza graduale, proporzionata e in sicurezza. Si può migliorare e Forza Italia insisterà perché si ponga rimedio ad alcune incongruenze, ma questo resta il decreto della ripartenza in sicurezza”. Di fatto una ritirata in piena regola.

Sullo sfondo di questa presa di posizione di Matteo Salvini, che rappresenta il primo strappo del governo di larghe intese, c’è la guerra nei sondaggi tra la Lega e FdI. Giorgia Meloni infatti, che coerentemente con la sua storia politica non è entrata nel governo, continua a salire nei sondaggi e ieri sera ha approfittato della prima falla nel governo per rilanciare: “Fratelli d’Italia andrà in tutte le piazze per dare voce a chi vuole lavorare e ancora non può farlo”. Un gioco al rilancio che Salvini non può sottovalutare, in ballo c’è la leadership del centrodestra.

Uno scontro tutto a destra dunque che però non fa dormire sonni tranquilli neanche a sinistra,  Pd, M5s e Leu, preoccupate per il proseguo della legislatura, accusano la Lega di guardare solo “Agli interessi di partito e ai sondaggi con la Meloni – ha dichiarato a caldo il vicesegretario del PD Provenzano che ha aggiunto: “Una prova di irresponsabilità della Lega in Cdm. Questa linea ondivaga mette in difficoltà Draghi e l’intero Governo”.

Il Movimento 5 stelle è sulla stessa linea: “Questo Governo è nato per incoraggiare la coesione nazionale. Oggi Salvini ha messo l’interesse del partito prima di quello del Paese. E’ un film già visto, che non ha pagato”.


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Redazione

Pubblicato da Redazione

Redazione di Fatti&Avvenimenti

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