Disabili ad AzzurroFest: Va di scena l’incompetenza


Mancanza di competenza, si riassume così l’incresciosa situazione venutasi a creare in occasione del concerto di Max Gazzè tenutosi a Sciacca sabato sera nella manifestazione di Azzurro Fest.

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I disabili presenti all’evento sono stati lasciati praticamente al loro destino, in aeree a loro destinate che evidentemente non erano adatte ad ospitare delle persone costrette in carrozzina. 

A denunciare il fatto oggi, è l’A.S.D. Leoni Sicani Onlus, associazione di categoria che attraverso lo sport per persone diversamente abili in questi anni ha dato lustro al nostro territorio; l’associazione ci tiene ad evidenziare un aspetto che è stato colpevolmente trascurato (e non è la prima volta) dagli organizzatori dell’evento: in occasione del concerto, infatti, se è vero che sono stati predisposti numerosi parcheggi per portatori di handicap, non si può dire altrettanto per l’area riservata alle persone diversamente abili per assistere allo spettacolo.

“In un primo momento la zona predisposta era stata individuata in un angolo sotto il traliccio del palco, dove lo spazio era assolutamente insufficiente per ospitare persone in carrozzina con relativi accompagnatori, essendoci poi da quella posizione una scarsissima visibilità, oltre al rischio acustico dovuto alle casse posizionate a terra dalla produzione e quindi vicinissime alle persone all’interno dell’area riservata. – raccontano i disabili – Dopo diverse sollecitazioni, gli organizzatori spostano l’area sul marciapiede adiacente la banca, transennando la zona di pertinenza; qui la situazione – continuano – diventa tragicomica

Premesso che, ad un certo punto, è risultato difficile individuare chi fosse realmente disabile e chi no, per accedere all’area, le persone in carrozzina, dovevano salire lo scalino del marciapiede oppure percorrere tutta la piazza usufruendo dell’unico scivolo, per poi tornare indietro verso la zona transennata. Lo scalino poi oltre a rappresentare un ostacolo diventava una fonte di pericolo per chi fosse all’interno dell’area, senza dimenticare che una volta iniziato lo spettacolo, com’era prevedibile, le persone si sono disposte davanti alle transenne ostacolando e non poco la vista a chi da seduto assisteva al concerto”.
Generalmente, ci ricordano dall’associazione: “chi organizza manifestazioni di tale portata, predispone innanzitutto dei contatti, una casella e-mail dove la persona diversamente abile presenta l’istanza allegando il certificato di invalidità e ottenendo così il biglietto, in modo tale da avere ben chiara la situazione, sapendo già per tempo quanti disabili parteciperanno all’evento. Per quel che riguarda l’area riservata ai portatori di handicap, è una buona idea quella di creare un’area transennata davanti al palco in posizione vicina e frontale oppure realizzare, come fanno in molti concerti, un piano rialzato che permetta a chi in carrozzina di godere così di un’ottima visuale per assistere allo spettacolo”.

“Ci auguriamo – concludono i disabili – che da questo comunicato, lo staff di Azzurro Fest e tutti gli organi competenti prendano spunto per evitare che il prossimo anno si verifichi nuovamente una situazione del genere, dando le stesse possibilità di fruizione a tutti gli spettatori, disabili e non. I Leoni Sicani restano a disposizione per un’eventuale collaborazione futura a riguardo”.


Pubblicato da Sean Gulino

Giornalista Direttore responsabile di Fatti&Avvenimenti. Nato a Partinico (PA), ma saccense. Ha sempre vissuto a Sciacca, dove fin da giovanissimo si è appassionato alla politica locale. Scrive da quando aveva 17 anni, scrive di tutto perché "così è giusto che sia". Ha scritto principalmente per il giornale ControVoce di Sciacca e per il Fatti&Avvenimenti, ma suoi articoli sono apparsi anche sui quotidiani La Valle dei Templi.net, LinkSicilia (MeridioNews), La Voce di New York e tanti altri giornali agrigentini, regionali, nazionali ed internazionali. Da Gennaio 2017 è corrispondente italiano per la rivista francese Lumieres Internationales Magazine. Scrittore a tempo perso. E' anche uno studente di Giurisprudenza. Coltiva da anni la passione della musica e del canto ed ha una sua band. Non chiedetegli cosa voglia fare da grande, perché non lo sa.