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Dpcm Covid. Matrimoni saltano, ma ai lavoratori non ci pensa nessuno: Musumeci scrive a Conte

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Il Governatore della Regione Sicilia, da subito critico sui Dpcm del Premier Conte, ha deciso di incontrare il movimento spontaneo “Italian Wedding Industry” facendosi carico e promotore delle richieste del comparto lavorativo messo in ginocchio dalle misure anticovid

 

Sicurezza sì, ma non a spese di un intero comparto di migliaia di lavoratori; se il Governo Conte vuole un Lockdown che lo dichiari e dia gli aiuti economici adeguati, con queste norme anticovid non si può andare avanti.

E’ questo quello che molto sinteticamente chiede un intero comparto di lavoratori, quello degli eventi e dei matrimoni in particolare. Gli ultimi DPCM anticovid infatti, quelli che prevedono tra le altre cose il numero massimo di 30 invitati per banchetto nuziale, stanno determinando l’annullamento o il rinvio a data da destinarsi della stragrande maggioranza dei matrimonio che avrebbero dovuto tenersi in questi mesi.

Un danno enorme per le imprese e i lavoratori del settore che dopo aver creato il movimento spontaneo Italian Wedding Industry, hanno ottenuto un incontro con il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci, che da subito si era detto contrario ad alcuni provvedimenti dei DPCM di Conte, tra cui proprio quelli sui matrimoni: “Ritengo assurdo e irragionevole il limite dei 30 invitati ai matrimoni. In Sicilia il matrimonio è una grande occasione per istituire e consolidare i rapporti di amicizia ma qui c’è un’attività imprenditoriale, quella dei catering dei ristoratori, delle dimore storiche assolutamente consolidata ormai, e rischiamo di metterla sul lastrico, perché 30 invitati in un salone di 2.000 metri quadri diventano veramente ridicoli”.

Insieme alla Italian Wedding Industry, anche una delegazione di rappresentanti delle categorie della filiera degli eventi, tra cui AFPS – Associazione fotovideografi e professionisti siciliani; Catering e banqueting; Assoeventi-Confindustria; abiti da sposi e cerimonia; SI.WE.PA – Sicilian wedding planer assosiation e Federfiori – Federazione nazionale fioristi, hanno ottenuto il tavolo di confronto con il presidente della Regione Siciliana.

“Confermo la mia posizione a sostegno del settore degli eventi e del matrimonio – ha dichiarato il Presidente Nello Musumeci a proposito del tavolo di confronto – come ho già ampiamente comunicato a seguito della pubblicazione del Dpcm del 13 ottobre, che ha drasticamente limitato l’intera filiera, nel regolare svolgimento del proprio lavoro. Mi impegno a inviare a Roma una mia delibera di Governo, in cui vengano rappresentate le istanze delle migliaia di categorie coinvolte che, in meno di una settimana, hanno visto, di nuovo, sfumare le prenotazioni e tutto il fatturato dei prossimi mesi, mentre erano impegnate nel disperato tentativo di ripartire, con grande onestà e spirito di sacrificio, sulla base delle macerie create dalla prima ondata della pandemia”.

“Le nuove norme hanno lasciato ad alcuni settori uno spiraglio di luce, ma soprattutto il tempo necessario per adeguarsi ai protocolli sanitari nella elargizione del proprio servizio – dichiarano Barbara Mirabella, Umberto Sciacca e Luca Damiani co-founder del movimento nazionale Italian Wedding Industry –. Chiediamo al governo centrale di consentire anche al comparto della event industry, impegnato da mesi nel riformulare gli assetti organizzativi delle cerimonie e degli eventi aggregativi, di dar prova del senso di responsabilità e del grande rispetto che nutre nei confronti della drammatica emergenza sanitaria in cui versa l’intero Paese. Già nei precedenti mesi, il movimento Italian wedding Industry, aveva avanzato numerose proposte come la ridefinizione degli spazi, con il supporto degli ordini professionali quali architetti, ingegneri e geometri. Con l’esperienza maturata in questi mesi, è stato mostrato come anche i catering e gli atelier da Sposa, possono evitare di fermarsi del tutto, offrendo il proprio prodotto ai clienti con il garbo e gli strumenti necessari per evitare il contagio. Tutte le categorie sono in grado di riorganizzarsi, basta averne la possibilità, all’insegna di un fondamentale principio: l’equità”.

“Si abbia il coraggio di dire lock-down” dicono ancora i rappresentanti dei numerosi codici ateco e delle categorie aderenti ad Italian Wedding Industry, che auspicano vengano attivati subito ammortizzatori sociali concreti per rialzarsi e continuare a garantire sostegno economico a migliaia di professionisti.

Date le restrizioni che prevedono la presenza di soli 30 ospiti ai banchetti e che non garantiscono un minimo break even per la sopravvivenza degli imprenditori, il movimento chiede, tra l’altro: misure a sostegno degli affitti, a vantaggio dei locatari con l’obbligo di rinegoziare canoni affitto più bassi in proporzione alle riduzioni di fatturato subite; finanziamenti a fondo perduto; sospensione per un anno dei contributi sugli stipendi dei dipendenti; prolungamento della cassa integrazione (attualmente pagata fino al mese di giugno); “un anno bianco”, cioè di sospensione di ogni tipo di tassazione che, senza fatturato, non sarà possibile pagare, IVA inclusa; indennizzi sugli oneri di magazzino da calcolare sulle rimanenze degli acquisti relativi all’anno 2019/2020; tutela dei dipendenti stagionali, che a causa degli annullamenti degli eventi, rimarranno disoccupati per la stagione 2020/2021.

 


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Pubblicato da Redazione

Redazione di Fatti&Avvenimenti