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Giornalista russo: “Uccidere bambini ucraini”, Canale russo RT lo sospende: “Imbarazzati, è follia”

L’emittente pubblica Russia Today ha sospeso il conduttore Anton Krasovsky perché ha detto in diretta di “annegare e bruciare i bambini ucraini”. Cronache di una guerra che rischia di sfuggire di mano

E’ stato sospeso il giornalista e conduttore di Russia Today Anton Krasovsky, che giovedì scorso durante un’intervista in diretta televisiva dell’emittente statale russa aveva detto di “annegare e bruciare i bambini ucraini”.

Lo scorso 20 ottobre è infatti andato in onda nella trasmissione di Krasovsky su RT un’intervista in diretta allo scrittore russo Sergei Lukyanenko, famoso autore fantascientifico e padre de “I guardiani della notte”, serie letteraria da cui sono stati tratti anche alcuni film.

Durante l’intervista, lo scrittore ha raccontato come, a suo parere, già negli anni ’80 i bambini ucraini nutrissero forti sentimenti anti-russi e dell’attuale “isteria di massa” e della diffusione di storie false contro i russi come quella che chiama “fantasia malata” secondo cui l’esercito russo distribuirebbe Viagra ai propri soldati.

A quel punto il giornalista ha risposto con malsano sarcasmo e tono sprezzante dicendo: “Sì, il viagra che usano per stuprare le vecchie ucraine, che spendono il denaro messo da parte per le loro sepolture per farsi violentare dai soldati russi”.

Krasovsky ha poi detto di “gettare direttamente in un fiume” o “bruciare” i bambini ucraini in risposta alle parole dello scrittore Lukyanenko che raccontava i suoi ricordi dell’Ucraina negli anni ’80 quando ancora faceva parte dell’Unione Sovietica, e secondo cui i bambini pur parlando russo e avendo cognomi russi dicevano che “l’Ucraina era occupata da Mosca”.

Non contento, Krasovsky ha concluso sostenendo che l’Ucraina non dovrebbe esistere e che gli oppositori della Russia dovrebbero essere fucilati.

Le parole di Krasovsky sono state considerate – e ci mancherebbe – inaccettabili dall’emittente statale Russia Today per cui lavorava. Margarita Simonyan, direttrice di RT, ha fatto sapere di aver interrotto ogni collaborazione con Krasovsky: “Sono davvero imbarazzata”, ha scritto su Telegram, aggiungendo “Spero che tutti voi mi perdonerete, forse Anton spiegherà cosa ha causato questa temporanea follia”. L’emittente ha anche immediatamente cancellato il video contenente la puntata della trasmissone di Krasovsky dal social russo VKontakte. Una censura totale per qualcosa che evidentemente al Cremlino non è piaciuto affatto.

Lo stesso Krasovksy ha chiesto pubblicamente scusa a tutti coloro che hanno ritenuto “selvagge e impensabili” le sue parole.

La Guerra in Ucraina

Quello che più però dovrebbe far riflettere da questa vicenda è ciò che, insieme a tanti altri segnali dalla Russia, dimostra: quella che in Occidente chiamiamo “la guerra di Putin” non è, almeno non più, probabilmente non lo è mai stata, la guerra di Putin. La guerra in Ucraina, oggi più che mai, viene percepita da buona parte dell’opinione pubblica russa come una sfida aperta e che non può essere persa contro l’Occidente e l’Ucraina, colpevole di aver “tradito” il blocco, l’impero, la collocazione ad Est di cui “doveva” far parte. Proprio per questo bisognerebbe che l’Occidente si impegnasse per una soluzione diplomatica più rapida possibile, prima che il governo russo, a prescindere dai propri interessi, si trovi forzato da un’opinione pubblica aizzata da gente “più realista del Re” come Krasovsky, sostenitore di Putin, buttato fuori dall’emittente statale russa per essere “impazzito” in diretta.