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Girgenti Acque: anche il depuratore di Raffadali sta per essere sequestrato

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Il Tribunale di Agrigento su richiesta della competente Procura della Repubblica, sta per sequestrare un altro depuratore gestito da Girgenti Acque, per frode, truffa e disastro ambientale.

Raffadali-il-depuratoreQuindi oltre ai cinque già sotto sequestro, Agrigento, Licata, Favara, Ribera, e Cattolica Eraclea, alla lista se ne aggiungerebbe un sesto, quello di Raffadali. La Procura di Agrigento ha infatti concluso le indagini relative al depuratore formulando sempre le stesse ipotesi di reato e sempre a carico di Marco Campione, azionista di maggioranza e legale rappresentante di Girgenti Acque e del suo ex amministratore delegato, il catanese Giuseppe Giuffrida.

Ma nonostante questa costante raffica di sequestri giudiziari, che hanno certificato la pessima qualità del gestore, praticamente quasi tutti i depuratori gestiti da Girgenti Acque sono sotto sequestro o lo stanno per diventare, le autorità preposte al controllo di gestione delle risorse idriche agrigentine, rimangono in assoluto silenzio.

Anche da parte del direttore, l’agrigentino Domenico Armenio del competente dipartimento regionale, già denunciato per omissioni in atti d’ufficio riguardo alla mancata approvazione del piano dei rifiuti, che in Sicilia è già scaduto nel lontano 2014, non arrivano segnali che fanno sperare in una svolta positiva per i cittadini. Nei confronti di quest’ultimo, è stata anche fatta una segnalazione da tre parlamentari del Movimento Cinque Stelle, l’europarlamentare Ignazio Corrao, la deputata nazionale Claudia Mannino e il parlamentare regionale Giampiero Trizzino, che è stata indirizzata alla Commissione Europea e l’esposto inoltrato presso la Procura della Repubblica di Palermo,

Anche i comitati cittadini, le associazioni dei consumatori e quelle ambientaliste, unitamente a quasi tutti i sindaci agrigentini, riunitisi in questi giorni prima a Racalmuto e poi ad Agrigento, si stanno muovendo con contestazioni scritte che verranno recapitate agli organi competenti ed in primo luogo al Governo Regionale, per chiedere di procedere alla risoluzione della convenzione del 2007, stipulata tra l’ATO idrico agrigentino e Girgenti Acque, a seguito delle gravissime violazioni che sono ormai diventate materia processuale, in sede penale, civile ed amministrativa.


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