Girgenti Acque: fermato Campione, indagati anche Diomede, Pitruzzella, Miccichè e Scoma

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La Procura di Agrigento con l’operazione denominata “Waterloo”, disarticola un’associazione a delinquere legata a Girgenti Acque, con al vertice l’imprenditore Marco Campione. Otto i fermi e indagati politici e funzionari oltre al sequestro di 18 milioni di euro

I carabinieri del Noe, la Guardia di finanza e personale della Direzione investigativa antimafia, hanno eseguito 8 fermi per associazione a delinquere nei confronti dei vertici di Girgenti Acque, l’ente gestore del servizio idrico integrato della provincia di Agrigento. I reati contestati sono: associazione a delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro la pubblica amministrazione, frode in pubbliche forniture, furto, ricettazione, reati tributari, societari e in materia ambientale.

Secondo la Procura di Agrigento, al vertice del sodalizio criminale, c’era l’imprenditore Marco Campione, ex presidente del Cda di Girgenti Acque e amministratore di fatto delle società “Gruppo Campione”. Oltre a lui sono stati fermati i dirigenti Gian Domenico Ponzo, Calogero Patti, Calogero Sala, Pietro Arnone, Piero Angelo Cutaia, Francesco Barrovecchio e il commercialista Igino Della Volpe.

Tra gli indagati anche circa un centinaio tra imprenditori, professionisti, politici di rilievo nazionale e funzionari pubblici, tra cui alcuni nomi eccellenti: Gianfranco Micciché (presidente dell’Ars e leader regionale di Forza Italia), Francesco Scoma (deputato nazionale di Italia Viva), l’ex prefetto di Agrigento Nicola Diomede e Giovanni Pitruzzella in veste di presidente dell’Autorità garante del mercato.

Da quanto trapelato, a Miccichè e Scoma verrebbe contestata l’ipotesi di reato di violazione della legge sui finanziamenti elettorali da parte di enti pubblici e società. Ai due politici, in veste di candidati alle regionali 2017 e di mandatario elettorale, sono contestati “contributi elettorali per complessi euro 25 mila” in violazione della legge 195/1974, senza che i contributi fossero stati regolarmente inscritti nel bilancio della Hydrotecne Srl.

Le indagini della Procura della Repubblica di Agrigento, coordinate dal procuratore aggiunto Salvatore Vella e dai sostituti procuratori Paola Vetro, Sara Varazi e Antonella Pandolfi, sotto la direzione del procuratore della Repubblica Luigi Patronaggio, hanno permesso di accertare l’esistenza di una associazione a delinquere che operava in seno alla governance della società Girgenti Acque S.p.a.

Le indagini condotte dalla polizia giudiziaria hanno coniugato classiche procedure investigative d’intercettazione, telefoniche, ambientali e di servizi di osservazioni, controllo e pedinamento, ad un’attenta attività di verifica di bilanci societari e flussi finanziari.

Sempre secondo quanto reso noto dalla Procura, le indagini “hanno disvelato una potente azione di lobbying e la creazione di un vasto sistema di corruttele volto ad eludere i controlli degli enti preposti”. Ne sono convinti gli inquirenti. “Falsi in bilancio ed un sistema di accentramento degli appalti in capo alle imprese del presidente del consiglio di amministrazione di Girgenti Acque, Marco Campione, hanno permesso allo stesso di operare in regime di monopolio con relativi guadagni”.


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Redazione di Fatti&Avvenimenti