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Governo Draghi ottiene un’ampia fiducia: 262 sì e 40 no tra cui 15 senatori del M5s. All’opposizione solo la Meloni

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Il Senato vota la fiducia al governo di Mario Draghi: 262 sì, 40 no tra cui 15 senatori del M5s e due astensioni. All’opposizione come annunciato resta solo Fratelli d’Italia e i 3 senatori di Italexit di Gianluigi Paragone


L’ufficialità è stata sancita in Aula dalla presidente Casellati, che alle 23 e 45 legge lo scrutinio finale: i presenti sono 305, di cui 304 votanti, 262 i Sì, 40 i No, due gli astenuti. A votare contro oltre agli annunciati 19 senatori di Fratelli d’Italia, si sono aggiunti anche 15 dissidenti grillini (nelle dichiarazioni di voto erano solo sei) e 5 ex M5s ora nel Misto. Numeri quasi da record, secondi per soli 19 voti, alla fiducia ottenuta dal governo Monti che ebbe 281 Si.

Nonostante questa ampia fiducia, i numeri, a secondo dalla situazione, potrebbero fare ballare il governo. Il dissenso pentastellato infatti, in relazione ai temi da votare potrebbe allargarsi e la questione temi potrebbe non essere circoscritta ai soli grilllini. Nei fatti votare Sì non sarà mai scontato. Questa situazione, con il governo dipendente dalle maggioranze variabili, rimette in gioco Italia viva, che in queste condizioni con i suoi 18 senatori tornerebbe ad essere l’ago delle bilancia. L’unica certezza è che rispetto alla maggioranza di ieri sera, i voti del Movimento 5 Stelle diventano irrilevanti, un fatto paradossale per un partito che in Parlamento ha ancora il 30% dei voti.

Questi i voti nel dettaglio.

Oltre ai 262 Sì di Pd, Lega, F.I., I.V., e 69 su 92 pentastellati, ci sono i 2 astenuti, Tiziana Drago del gruppo Misto, ex M5s, e Albert Laniece delle Autonomie. I 40 No sono di tutti i 19 senatori di FdI e 15 del Movimento 5 stelle, che alla fine sono stati più della decina prevista nei giorni scorsi. Si tratta di Laura Granato, Virginia La Mura, Elio Lannutti, Barbara Lezzi, Matteo Mantero, Cataldo Mininno, Vilma Moronese, Nicola Morra, Fabrizio Ortis, Rosa Abate, Laura Angrisani, Mattia Crucioli, Silvana Giannuzzi, Fabio Di Micco, Margherita Corrado. In sostanza, a parte 2 assenti giustificati (Orietta Vanin in congedo e Francesco Castiello in missione) e altri 6 che non hanno partecipato al voto (Giuseppe Auddino, Elena Botto, Antonella Campagna, Emanuele Dessì, Vincenzo GArruti, Simona Nocerino).

Il M5S resta sulla carta il gruppo più numeroso al Senato con 92 eletti, ma solo 69 i favorevoli a questo governo e con l’incognita di possibili altri addii definitivi. Il Movimento dal 2018 a oggi tra espulsioni e abbandoni ha perso 15 senatori, oltre a due deceduti (Franco Ortolani nel 2019 e Vittoria Bogo Deledda nel 2020).


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Redazione di Fatti&Avvenimenti

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