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Haaretz: “Hamas ha accettato l’accordo per un cessate il fuoco a Gaza” dopo garanzie Usa che Israele lascerà la Striscia

Nonostante Israele non perda l’occasione di ricordare che, in caso di accordo, l’offensiva di terra su Rafah è solo rimandata, Hamas ha accettato le condizioni poste da Tel Aviv e dai mediatori per arrivare a un cessate il fuoco a Gaza

Lo riporta il quotidiano israeliano Haaretz. La notizia arriva proprio quando sembrava che l’accordo fosse ormai saltato a causa delle dichiarazioni di funzionari israeliani che avevano fatto sapere che l’obiettivo finale dello ‘Stato ebraico‘ rimaneva quello di invadere la città all’estremo sud della Striscia per eliminare definitivamente i vertici del partito armato palestinese. “Contrariamente a quanto riportato, Israele non accetterà in nessun caso la fine della guerra come parte di un accordo per il rilascio dei nostri ostaggi – aveva detto la fonte al Times of Israel – Come deciso dai vertici politici, l’Idf entrerà a Rafah e distruggerà i rimanenti battaglioni di Hamas lì con o senza una tregua temporanea per consentire il rilascio dei nostri ostaggi”.

La notizia di Haaretz conferma le indiscrezioni pubblicate dai media egiziani secondo cui “Ci sono progressi significativi” nei negoziati sulla proposta di cessate il fuoco e liberazione degli ostaggi nelle mani di Hamas a Gaza, con la garanzia degli Stati Uniti di un completo ritiro delle forze dello ‘Stato ebraico’ dalla Striscia. Questa mattina secondo alcuni media egiziani e israeliani i mediatori hanno “raggiunto una formula concordata sulla maggior parte dei punti controversi”, ma subito dopo è arrivata la smentita di un funzionario israeliano sentito dal Times of Israel. Haaretz però ha confermato: da quanto si legge, Hamas ha ricevuto la garanzia dagli ufficiali americani che Israele lascerà la Striscia.

L’accordo, secondo Channel 12, prevede una prima fase col rilascio degli ostaggi in cambio di garanzie Usa su un completo ritiro di Israele da Gaza in 124 giorni: assicurazioni che sono arrivate ai rappresentanti del partito armato tramite i mediatori di Egitto e Qatar. Nell’accordo ci sarebbe anche la promessa, sostenuta dagli Stati Uniti, che Israele non avrebbe avviato la prevista operazione a Rafah. Nello specifico, durante la prima fase – di durata fino a quaranta giorni – 33 ostaggi ancora a Gaza sarebbero stati rilasciati e l’esercito israeliano si sarebbe dovuto ritirare da parte della Striscia. Nella seconda fase, che si estenderebbe fino a 42 giorni, verrebbero rilasciati tutti gli altri ostaggi ancora in vita e le parti si accorderebbero sulle condizioni di un ritorno alla calma a Gaza. Durerebbe 42 giorni anche la terza e ultima fase, dedicata alla consegna dei corpi senza vita. Nel quadro dell’intesa è previsto inoltre il rilascio di centinaia di prigionieri palestinesi.