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Isw, Mosca ha conquistato 278 Km quadrati in 7 giorni: Kiev non ha mezzi e uomini per fermare i russi

L’esercito russa continua ad avanzare nella regione di Kharkiv, contando sulla superiorità di uomini e mezzi e se dovesse accerchiare la città sarebbe il tracollo dell’Ucraina

Le forze russe  negli ultimi sette giorni hanno conquistato 278 chilometri quadrati di territorio nell’Ucraina orientale in sette giorni e oltre 10 insediamenti, vale a dire la maggiore estensione dalla fine del 2022. E’ quanto emerge da un’analisi dell’agenzia di stampa Afp basata su dati forniti dall’Isw, “Istituto per lo studio della guerra”, secondo la quale il 9 e il 15 maggio, nella sola regione di Kharkiv (nord-est) sono stati conquistati 257 km quadrati, mentre gli altri 21 si trovavano in diversi punti della linea del fronte nel sud del Paese.

Non è un caso che da qualche giorno i vertici politico-militari di Kiev parlano con sempre più insistenza di situazione critica al fronte, cambiando la linea comunicativa che da oltre due anni ha rassicurato sull’esito positivo del conflitto. Ora, lo stesso presidente Zelensky comincia ad ammettere che, senza un massiccio intervento occidentale, le sorti della guerra saranno segnate. “La situazione è al limite“, ha detto il generale Kyrylo Budanov, capo dell’Agenzia di Intelligence Militare ucraina, in una videochiamata da un bunker a Kharkiv. “Ogni ora questa situazione diventa critica”.

Ed in effetti la situazione sul terreno per Kiev è preoccupante, le forze russe avanzano su tutta la line del fronte ed in particolare nellOblast di Kharkiv, la seconda città dell’Ucraina. Emlematico per le sorti della guerra quello che è accaduto il 12 maggio scorso, quando 125 guardie di frontiera ucraine, in evidente difficoltà, si sono arrese “in massa” al confine di Kharkiv, rifiutandosi di sparare un solo colpo contro i soldati russi in avanzata.  Le forze russe nelle ultime settimane hanno confermato i progressi nei pressi di Svatove nell’Oblast di Luhansk, di Chasiv Yar, Avdiivka, della città di Donetsk, nell’Oblast occidentale di Zaporizhia e in quello di Kherson, sulla sponda orientale del Dnepr.

L’offensiva su tutta la linea del fronte dei soldati russi, superiori numericamente e meglio armati, sta riuscendo a sfondare le difese ucraine in più punti , le quali al contrario sono ormai da mesi a corto di soldati e di equipaggiamenti. Anche il pacchetto d’aiuti di 61 miliardi di dollari approvato dal Congresso americano il mese scorso, non sarà sufficiente a ristabilire la situazione in favore di Kiev, ma neppure a fermare l’avanzata russa. Lo stesso discorso vale per aiuti che l’Europa ha fornito a Kiev riguardanti grossi quantitativi di armamenti e munizioni, lo scarso addestramento e il non corretto utilizzo dei mezzi hanno portato gli ucraini a subire ingenti perdite, sia in termini di soldati che di mezzi.

Inoltre nella regione di Kharkiv, a Vovchansk, sono iniziati i combattimenti negli abitati e non esiste una prima linea di fortificazioni che rallenti l’avanzata nemica, sostengono i militari ucraini. In pratica i russi possono entrare nei centri urbani incontrando solo poca resistenza. Il vero problema di Kiev, come è facile capire, non sta nella mancanza di armi che potrebbero essere inviate, ma nella mancanza di uomini e quelli, a meno che la Nato non decida di andare allo scontro diretto con la Russia, non potranno esserci.