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La fregata Gorshkov russa con missili ipersonici Zircon è arrivata a Cuba davanti le coste Usa

La nuova fregata Admiral Gorshkov della Marina russa armata con missili ipersonici Zircon, è arrivata all’Avana, a solo 180 chilometri dalla costa statunitense

Lo ha affermato il Ministero della Difesa cubano aggiungendo che l’arrivo di navi russe è legato alle “storiche relazioni amichevoli tra Cuba e Russia e rispetta rigorosamente le regole internazionali”. Inoltre, nel porto della capitale di Cuba a breve arriverà anche il sottomarino nucleare “Kazan” del progetto Yasen-M, armato di missili da crociera e ipersonici, la nave cisterna “ Akademik Pashin” e il rimorchiatore “Nikolai Chiker”. Giusto per avere un’iea, la fregata Gorshkov è quella che lo scorso anno ha realizzato esercizi di lancio di missili ipersonici (capaci di 11.000 Km/ora) Zircon, con una raggio d’azione di 1.000 km. E che il sottomarino Kazan, di ultima generazione, può lanciare missili da crociera. Il ministero degli Esteri cubano ha però rassicurato che la visita che “non rappresenta una minaccia” per la regione caraibica, sottolineando che “nessuna di queste imbarcazioni ha armi nucleari”.

Dichiarazioni di circostanza a parte, l’arrivo della marina militare russa a Cuba, agli Stati Uniti appare come la risposta del presidente russo Vladimir Putin al al via libera di Joe Biden all’uso di armi americane contro obiettivi in territorio russo da parte di Kiev. L’Operazione arriva infatti dopo gli avvertimenti lanciati lo scorso mercoledì a San Pietroburgo da Putin, che aveva avvertito che la risposta russa sarebbe stata “simmetrica alla cessione di armamenti occidentali all’Ucraina” e che Mosca avrebbe potuto armare i nemici dell’Occidente con armi russe, esattamente come la Nato sta facendo in Ucraina.

A guadarla dal di fuori, sembra essere tornati alla crisi tra Usa e URSS del 14 ottobre 1962, quando prove fotografiche dimostrarono la presenza a Cuba di missili a medio raggio R-12 e raggio intermedio R-14. Gli Stati Uniti imposero il 24 ottobre un blocco navale militare per impedire l’arrivo di nuovi missili a Cuba e chiesero lo smantellamento e il ritorno in Unione Sovietica dei missili già installati.

Il mondo in quel momento sembrò sull’orlo di un conflitto atomico, poi dopo un lungo periodo di fitti negoziati, il presidente degli Stati Uniti d’America John Fitzgerald Kennedy e Chruščёv giunsero a un compromesso: i sovietici avrebbero smantellato le loro armi a Cuba e le avrebbero riportate in patria in cambio del pubblico impegno statunitense a non tentare una nuova invasione dell’isola

Inoltre gli Stati Uniti e questo era il vero obiettivo dei russi, smantellarono i loro missili Jupiter che avevano posizionato in Italia e in Turchia. Allora la vicenda mise in evidenza la necessità di una rapida, chiara e diretta linea di comunicazione riservata tra Washington e Mosca, e condusse infine all’istituzione della “linea rossa” tra le due capitali. La situazione attuale sembra avere delle similitudini: stop aiuti Occidentali all’Ucraina e i russi non faranno viaggiare i loro missili?