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La “frittedda“ in agrodolce, piatto povero della tradizione siciliana a base di fave, piselli e carciofi

La “frittedda” è un piatto povero della tradizione contadina siciliana che fa uso prevalente di tre ortaggi tradizionali: fave, piselli e carciofi

La nascita del piatto è incerta, ma pare sia un connubio tra la civiltà sicula e quella saracena. Il nome “frittedda” indica frittura, ma come vedremo di fritto c’è ben poco. Gli ingredienti sono quelli tipici della stagione primaverile, con l’aggiunta dell’agrodolce ottenuto con aceto zuccherato.
La ricetta che vi proponiamo è quella personalizzata dello chef saccense Giovanni Lorenzo Montemaggiore.

La preparazione non è complicata e richiede poco tempo. Difficoltà media.

 

Ingredienti per 4 persone:

ingredienti:
300 g di cuori di carciofi (5/6 carciofi)
300 g di fave fresche (senza baccello)
300 g di piselli freschi (senza baccello)
1 mazzetto di finocchietto selvatico di montagna
2 cipollotti
1 spicchio d’aglio
olio extra vergine d’oliva q. b.
sale e pepe q.b.
per l’agrodolce
2 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaio di aceto di vino bianco

 

PREPARAZIONE

  1. Tagliate i cuori di carciofi a fette sottili; mondare ed affettare finemente i cipollotti ed il finocchietto selvatico; sbucciate le fave e se non sono molto tenere togliete anche la pellicina;
  2. in un tegame capiente fate sbollentare  per qualche minuto i piselli e i carciofi, in un altro soffriggete il cipollotto e l’aglio, quando appassiti unite  poi le fave e i piselli e i carciofi sblollentati;
  3. fate ammorbidire per qualche minuto e se necessario, portate a cottura aggiungendo qualche mestolo di acqua calda o brodo vegetale. A fine cottura profumate col finocchietto;
  4. siamo al tocco finale preparate l’agrodolce: in un pentolino mettete 100 ml di aceto ed aggiungete 2 cucchiai da cucina di zucchero e portateli ad ebollizione per pochi istanti, quindi quando la frittedda avrà raggiunto la cottura desiderata, versatela nel tegame e fate insaporire ancora per 5 minuti. Servite tiepido o freddo.
  5. P.S. senza agrodolce è ottima anche per condire la pasta alla “primavera” con una bella manciata di caciocavallo semi stagionato grattugiato.

Come al solito… Buon appetito!