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La Russia sequestra 463 milioni beni a Unicredit Russia. Tajani convoca riunione sulla questione

Una Corte di San Pietroburgo ha posto sotto sequestro conti e proprietà di Unicredit in Russia per un valore di quasi 463 milioni di euro. Il provvedimento riguarda anche l’Italia

Lo riferiscono le agenzie russe precisando che la decisione è stata presa su istanza della Ruskhimalyans, un’impresa per la produzione di gas liquido partecipata di Gazprom, nell’ambito di un contenzioso. La misura riguarda Unicredit Russia e Unicredit Ag, la banca tedesca del gruppo che controlla la filiale russa.

La Farnesina sta seguendo il caso. Anche questa disputa verrà affrontata nella riunione immediatamente convocata per lunedì prossimo del “tavolo Russia”, attivato dal ministro Antonio Tajani alla Farnesina con le aziende e le istituzioni impegnate nel mercato russo.

Il caso è legato all’emissione di un “performance bond” da parte di Unicredit e di altre banche su un contratto stipulato tra RusChemAlliance e il consorzio Linde per la costruzione di un impianto di trattamento del gas. Il consorzio Linde si è tirato indietro dall’impegno a causa del regime sanzionatorio UE e la società russa ha preteso il pagamento delle garanzie da parte delle banche. Queste si sono rifiutate di effettuare il pagamento e la contesa viene affrontata adesso in tribunale, dove è stato disposto un sequestro conservativo di asset Unicredit per un valore di 463 milioni di euro.

A prescindere dalle argomentazioni, appare evidente che Mosca sia mettendo in atto le minacce fatte sul sequestro degli interessi da parte dell’Eu sui beni russi congelati.