La sondaggista Ghisleri: “lo zoccolo duro dei Novax sono quelli con una condizione socio-economica più elevata”


Chi sono gli scettici e gli indecisi che hanno detto no a farsi inoculare il vaccino anti covid? A svelarlo è un sondaggio della direttrice di Euromedia Research, Alessandra Ghisleri

Secondo la sondaggista Ghisleri, la galassia di chi non intende vaccinarsi contro il coronavirus o non si è ancora deciso a farlo è complessa e variegata, ma lo zoccolo più duro è composto da persone con una condizione socio-economica più elevata.

Intanto bisogna precisare che i no-Covid-Vax di oggi, non hanno nulla a che vedere con il movimento no-Vax che si è condensato in opposizione al decreto Vaccini del 2017 sull’aumento delle vaccinazioni obbligatorie in età pediatrica. Chi oggi dice no al vaccino è perché lo considera una sorta di mix tra un vaccino di tipo istituzionale, come quelli che conoscevamo già, e un farmaco speciale, che vedono questo siero come un passaggio tra queste due realtà e non come un vaccino inteso in senso tradizionale.

Sempre secondo il sondaggio, la maggior parte della popolazione ha deciso di vaccinarsi, ma questo lo dicono anche i dati ufficiali e attualmente resta fuori un 30% circa. “Sono più o meno trasversali, – dice Alessandra Ghisleri – la maggior parte ha un’età compresa tra i 25 e i 40 anni. La distribuzione geografica è abbastanza omogenea, mentre è interessante notare come al loro interno convivano persone di livello socio-economico molto alto e molto basso. In particolare, lo zoccolo più duro è composto da persone con una condizione socio-economica più elevata. Al secondo posto, troviamo le fasce meno istruite e con redditi inferiori, ma percentualmente il livello di no-Vax è più elevato tra i redditi alti, non medio-alti”.

Il più favorevole alla vaccinazione, sempre secondo il sondaggio, è il ceto medio, mentre agli antipodi troviamo i molto ricchi e i molto poveri: queste due categorie sono i punti di polarizzazione tra chi sceglie di non sottoporsi alla vaccinazione. Analizzando le professioni, troviamo che per la maggior parte i no-Vax sono disoccupati di livello socio economico più basso, mentre nella parte più alta troviamo i liberi professionisti.

Ai no-Covid-Vax  – continua la Ghisleri – vanno aggiunti gli scettici, che contano per un altro 5-7%. Poi ci sono gli indecisi, coloro che hanno intenzione di vaccinarsi ma non subito. Gli scettici, a differenza dei no-Vax, sono principalmente concentrati nelle classi socio-economiche più basse: sono per lo più impiegati, operai, disoccupati, con un’età in prevalenza compresa tra i 28 e i 45 anni. Infine ci sono quelli che temporeggiano: sono ancora indecisi, ma sono orientati a vaccinarsi. Si tratta soprattutto dei più giovani”.

Tra i no-Vax, – conclude la sondaggista – prevalgono le donne,  che superano gli uomini di quasi un punto e mezzo. Anche tra gli scettici troviamo più donne che uomini, anche se si tratta solo di qualche scarto di decimale. I temporeggiatori, invece, sono maggiormente polarizzati sugli uomini e sui più giovani (studenti e persone in cerca del primo lavoro)”.


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