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Lavrov: se l’Occidente vuole risolvere il conflitto ucraino sul campo di battaglia “così sia”

“Se l’Occidente vuole risolvere il conflitto in Ucraina sul campo di battaglia, così sia, che avvenga sul campo di battaglia, è un loro diritto”

Lo detto Sergey Lavrov, candidato alla carica di ministro degli Esteri russo, (il Senato russo) durante una riunione del comitato del Consiglio della Federazione discutendo della sua riconferma. Lo scrive la Tass.

 Lavrov  ha ribadito che la Russia è pronta a negoziare la pace non solo a parole, ma anche nei fatti. “[Durante i colloqui] a Istanbul, noi  eravamo davvero ad un passo dalla firma di un documento iniziale per porre fine all’operazione militare speciale a condizioni che gli sponsor ucraini ora ammettono essere molto vantaggiose per l’Ucraina”, ha continuato Lavrov. “Lo dicono anche i nostri analisti politici. E sono d’accordo con questo”, ha aggiunto.

Secondo Lavrov, i negoziati di Istanbul sono stati l’ultimo tentativo della Russia “di estendere la fiducia e mostrare buona volontà, nonostante i molteplici inganni del passato da parte dell’Occidente”. “E siamo stati nuovamente ingannati, quindi ci hanno costretto a combattere”, ha concluso.

Con la conferenza di pace che si terrà in Svizzera in giugno i Paesi occidentali vogliono trattare la Russia come “un cattivo scolaro”. Lo riporta  l’agenzia Ria Novosti aggiungendo: “Ma non potete parlare a nessuno così, specialmente a noi”. Ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov parlando al Consiglio della Federazione.  I Paesi che si riuniranno in Svizzera, dove Mosca non è stata invitata, intendono comportarsi come “un consiglio di insegnanti” che individuano un cattivo scolaro, “decidono tutto tra loro e poi lo chiamano e gli annunciano il verdetto”, ha affermato Lavrov.