L’azienda va male e scappa dai creditori tunisini: molisano sbarca a Lampedusa da “migrante”

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L’imprenditore aveva un’attività tessile in Tunisia, ma aveva accumulato debiti ed era inseguito dai creditori. Per questo è arrivato a Lampedusa il 20 settembre scorso su un barchino carico di migranti, dichiarandosi subito italiano e mostrando il passaporto

Un “viaggio della speranza da italiano e con i creditori alle calcagna”: è questa la singolare vicenda che hanno scoperto i militari della Guardia Costiera che si occupano dell’identificazione dei migranti a Lampedusa.  Un imprenditore italiano di 40 anni, originario di Santa Maria del Molise, è infatti sbarcato sull’isola in provincia di Agrigento su un barchino carico di migranti.

Un modo sicuramente singolare di tornare in patria, giustificato – riporta la Repubblica – dal fatto che il 40enne fosse proprietario in Tunisia di un’azienda tessile, trovatosi però poi in difficoltà economiche e inseguito dai creditori e, forse, anche dalle autorità tunisine, ha così scelto di tornare in Italia da “clandestino”; anche se, essendo italiano, non ha alcun limite al modo di tornare in patria né ha infranto alcuna legge.

L’uomo è così giunto a Lampedusa il 20 settembre scorso su un piccolo peschereccio con altre 50 persone, tutte migranti. Appena ha visto i militari della Guardia Costiera ha subito detto di essere italiano, mostrando anche il passaporto.

L’imprenditore molisano è stato così sottoposto al tampone covid, e una volta risultato negativo, è tornato a casa sua a Santa Maria del Molise dove sta trascorrendo regolarmente la quarantena.

Una storia singolare ed a tratti comica che ricorda l’ultimo film di Checco Zalone “Tolo tolo”, ma gli inquirenti in Sicilia vogliono vederci chiaro e per questo stanno avviando approfondimenti sullo status dell’uomo per capire se fosse in qualche modo ricercato dalle autorità tunisine.


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Redazione di Fatti&Avvenimenti