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Legge & Diritto. Costruire un muro di confine: ecco chi per legge è tenuto a pagare le spese di costruzione

Può accadere che per svariati motivi si abbia l’esigenza di costruire un muro per delimitare un proprio terreno da quello del confinante e la prima domanda che tutti si pongono è se il vicino, che non ha promosso l’iniziativa, sia obbligato a dividere le spese di costruzione. La legge in questo caso prevede diverse opzioni, vediamo quali

A stabilire le condizioni interviene l’articolo 866 del Codice civile che stabilisce quando è possibile obbligare il vicino a pagare la metà della spesa necessaria alla realizzazione di un muro di cinta che separi le rispettive proprietà ubicati nei centri abitati, che siano case, cortili e giardini.

Innanzitutto il muro deve essere in muratura e alto almeno tre metri (salvo diversa previsione contenuta nei regolamenti locali) e la norma si può quindi applicare solo:

  • ai centri abitati: si deve cioè trattare di un “fondo urbano”. Non è possibile obbligare il vicino a costruire il muro in una zona di campagna, agricola o comunque non urbana;
  • tra terreni o case confinanti: in particolare il muro deve dividere due proprietà dello stesso tipo (ad esempio: due case, due giardini, due cortili, due aree edificabili, ecc.).

Inoltre secondo quanto sancito dalla sentenza n. 33192/2023 della Corte di Cassazione, l’articolo 886 cod. civ. attribuisce al proprietario confinante di fondo urbano privo di confini, il diritto di pretendere la contribuzione del vicino alla metà delle spese di costruzione del muro di cinta e non il semplice diritto al rimborso della metà di quanto già speso per la sua costruzione, ovvero il muro deve essere ancora da costruire, se già esistente non si può richiedere il rimborso.

La norma impone anche che il muro sia alto almeno 3 metri, pertanto, un muro più basso non può esser qualificato “muro di cinta”: verrebbe infatti meno la sua funzione di protezione in quanto sarebbe facilmente scavalcabile. Non è nenache possibile raggiungere tale altezza con una semplice rete metallica installata sul muro stesso, perché la norma cita testualmente “muro di cinta”, quindi l’altezza di 3 metri deve essere integralmente in muratura.

A precisare quest’ultimo aspetto intreviene la sentenza n. 7675/1986 della Cassazione, che ha sancito che la norma in questione non può essere applicata analogicamente ad altre diverse ipotesi, come quella in cui si tratti di recinzione realizzata con rete metallica. Inoltre il vicino può essere obbligato a contribuire alla metà delle spese del muro fino a un’altezza di 3 metri; oltre tale limite il costo della costruzione è integralmente a carico di chi voglia realizzare un’elevazione superiore (C. App. Napoli, sent. del 02.03.1988).

Dunque se tutte queste condizioni non sono rispettate il vicino non è obbligato al pagamento della metà delle spese di costruzione del muro. Inoltre anche se tutte el condizioni fossero rispettate, l’articolo 888 del Codice civile prevede la possibilità, per il vicino, di esonerarsi dal contributo per le spese di costruzione di un muro di cinta o divisorio.

Secondo tale normativain atti, il confinante può scegliere di non partecipare alle spese cedendo, senza diritto ad alcun compenso, metà del terreno su cui deve essere eretto il muro di separazione. In questo caso, il muro diventa proprietà esclusiva di chi lo ha costruito. Tuttavia, il vicino ha la possibilità, come previsto dall’articolo 874 del Codice civile, di trasformarlo in una struttura comune, senza però l’obbligo di coprire la metà del valore del terreno su cui il muro è stato edificato.

Infine, considerato che la legge non consente di costringere il vicino a costruire un muro di cinta, puoi chiedergli di partecipare al 50% delle spese della sua realizzazione, ma prima di iniziare i lavori, è consigliabile l’invio di una comunicazione scritta, tramite raccomandata A/R, per dargli la possibilità di presentare un ulteriore preventivo, entro un termine ragionevole.

Alla ricezione della lettera il vicino potrebbe fornirti un preventivo più vantaggioso, il che permetterebbe di procedere con la costruzione del muro, oppure, in base all’articolo 888 del Codice civile, è tenuto a cederti gratuitamente la metà del terreno necessario per la costruzione del muro di separazione, tramite un atto pubblico notarile. Anche in questo caso, però, questi ha sempre la possibilità di rendere comune il muro di cinta in futuro, acquistandone la metà del valore.

Legge & Diritto è una rubrica a cadenza quindicinale.