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Legge & Diritto. Spray antiaggressione al peperoncino: è legale? Cosa dice la legge

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Aggressioni, violenze sessuali, furti e rapine hanno generato un boom di acquisti di spray antiaggressione, come lo spray al peperoncino, usato come “arma da difesa”


Si tratta di dispositivi nebulizzatori (bombolette, penne, pistole e rossetti spray) popolari tra le donne ma utili anche agli uomini, che devono essere utilizzati con consapevolezza, nel rispetto delle normative vigenti.

In alcuni Paesi, l’uso dello spray al peperoncino è illegale, in quanto considerato una vera e propria arma o addirittura uno strumento di tortura, mentre in altri può essere venduto solo a chi detiene il porto d’armi.
In Italia è considerato uno strumento di autodifesa, purché siano rispettati i requisiti normativi, oltrepassati i quali, non è più legale.

Si trova in vendita in negozi specializzati, come armerie, ma anche in tabaccherie, farmacie, qualche supermercato e, soprattutto, su internet.

Lo spray, e in generale tutti i prodotti a base di peperoncino usati per autodifesa, sono stati legalizzati e regolamentati dal Decreto Ministeriale n. 103 del 12 maggio 2011 recante “Regolamento concernente la definizione delle caratteristiche tecniche degli strumenti di autodifesa che nebulizzano un principio attivo naturale a base di Oleoresin Capsicum e che non abbiano attitudine a recare offesa alla persona, in attuazione dell’articolo 3, comma 32, della legge n.94/2009”, che ha fissato i requisiti tecnici, oltre i quali il loro uso è illegale.

Gli spray e le pistole antiaggressione legali potranno contenere solo una miscela a base di Oleoresin Capsicum (Oc), una sostanza urticante che deriva dal peperoncino, che solitamente viene combinata con acqua, glicoli e altre sostanze. Particolare importanza ha il dosaggio della “capsaicina”, principio attivo del Oc: tale sostanza rende lo spray urticante e provoca irritazione a bocca e occhi, lacrimazione e, in caso di ingerimento, anche tosse, affaticamento respiratorio, gonfiore, fuoriuscita di muco. Si tratta di effetti comunque limitati nel tempo (da 10 a 30 minuti circa).

Le bombolette non potranno assolutamente contenere sostanze infiammabili, corrosive, tossiche, cancerogene o aggressivi chimici, la quantità di miscela nella confezione non potrà superare i 20 ml totali, la gittata utile della bomboletta non potrà superare i tre metri e, infine, dovranno essere vendute sigillate ed equipaggiate di un sistema di sicurezza contro l’attivazione accidentale.

La vendita e l’uso sono consentite solo ai soggetti maggiori di 16 anni e al solo scopo di difesa personale, nel rispetto del principio di proporzionalità che opera nel contesto della legittima difesa e può essere venduto anche a chi non ha il porto d’armi.

Dunque, se vengono rispettate le caratteristiche descritte dalla legge e se lo spray al peperoncino viene utilizzato secondo le modalità consentite, l’uso di tale prodotto è considerato legale. L’utilizzo è giustificato solo dalla necessità di difendersi da aggressioni o minacce all’incolumità personale e non per offendere, pena la configurabilità del reato di cui all’art. 4 c. L. n. 110/1975 (porto di oggetti idonei ad offendere senza giustificato motivo).

Diversamente, lo spray verrà considerato come una vera e propria arma da sparo il cui impiego, anche se per scopi di autodifesa, può comportare, a seconda della pericolosità del materiale in essi contenuto, una semplice sanzione amministrativa o configurare un reato.

Inoltre, utilizzare uno spray al peperoncino non a norma potrebbe comportare la configurabilità del reato di getto pericoloso di cose (art. 674 c.p.) oppure quello di lesioni personali (art. 582 c.p.). Dunque, alla luce di quanto detto, coloro che vogliano acquistare questo strumento di autodifesa potranno farlo, tenendo a mente le regole appena dette.


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Pubblicato da Francesca Santangelo

Nata a Sciacca il 04-08-1984. Ha conseguito la maturità classica presso il Liceo Classico “Tommaso Fazello” di Sciacca e la Laurea Magistrale in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Palermo. Dal 2016 al 2018 ha frequentato il praticantato forense in ambito civile, penale e processuale con attività di studio e presso il Tribunale di Sciacca. Nel 2018 ha frequentato un corso di formazione in ambito criminologico “Criminal Profiler – Dall’analisi della scena del crimine al profilo psicologico criminale” nel 2019 ha acquisito le competenze base su “La scena del crimine”, con relativi attestati. Ad oggi procede gli studi per approfondire le tematiche giuridiche che saranno oggetto della sua professione.

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