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Legge & Diritto. Violazione di domicilio: ecco quando si configura il reato e in quali pene si incorre

Entrare senza autorizzazione in una proprietà privata può configurare il reato  di violazione di domicilio”, a  meno che non si entra riprendere un tuo animale fuggito (art. 925 cod. civ.)

L’Art. 614 codice penale “Violazione di domicilio”, recita: “Chiunque s’introduce nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi, contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi s’introduce clandestinamente o con inganno, è punito con la reclusione da uno a quattro anni”.

Alla stessa pena soggiace chi si trattiene nei detti luoghi contro l’espressa volontà di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi si trattiene clandestinamente o con inganno. La pena è da due a sei anni se il fatto è commesso con violenza sulle cose, o alle persone, ovvero se il colpevole è palesemente armato.

Vediamo in quali casi e contesti scatta il reato di violazione di domicilio

Per scattare il reato di violazione di domicilio, è necessario che l’invasione riguardi l’abitazione altrui o altro luogo di privata dimora o le pertinenze della stessa.

Per abitazione si intende il luogo nel quale normalmente la persona conduce la propria vita domestica. In questo caso, il reato scatta anche se l’intrusione dura pochi attimi: basta il semplice accesso all’altrui domicilio. La pena prevista è la reclusione da uno a quattro anni.

Attenzione perché questo reato si consuma non solo nella casa, intesa come luogo chiuso, ma anche in tutto ciò che la circonda come il giardino, il cortile, il garage e anche la soffitta (le cosiddette pertinenze).

Secondo un recente indirizzo della Cassazione, la violazione di domicilio si consuma anche quando l’intrusione avviene nel cortile condominiale come nel caso di chi parcheggia l’auto in uno spazio privato. E lo stesso dicasi per chi entra all’interno del portone di un edificio o di una strada privata senza essere stato autorizzato o invitato da uno dei condomini.

Il reato di violazione di domicilio è procedibile a querela della persona offesa: la querela può essere presentata dalla vittima presso gli uffici delle Forze dell’ordine – ovvero polizia, carabinieri, polizia giudiziaria – sia in forma scritta sia in forma orale. Si procede d’ufficio quando il fatto è commesso con violenza alle persone, ovvero se il colpevole è palesemente armato o se il fatto è commesso con violenza sulle cose nei confronti di persona incapace, per età o per infermità.