L’India blocca l’esportazione di grano per caldo e inflazione: l’Europa trema senza grano russo né ucraino

L’ondata di caldo record devasta le coltivazioni, l’inflazione galoppa e quindi il governo dell’India ha deciso il blocco immediato dell’export di ogni tipo di grano: trema adesso l’Unione Europea e tutte quelle nazioni che volevano usare il grano indiano per sopperire alle mancate esportazioni della preziosa materia prima alimentare dalla Russia e dall’Ucraina

Da mesi, soprattutto dalla Russia, si fa sempre più riferimento al rischio che la crisi ucraina e le sanzioni alla Federazione Russa possano generare una crisi alimentare globale anche a causa dell’aumento dell’inflazione in tutto il mondo, oggi arriva un primo segnale davvero poco positivo.

Il governo indiano – come riporta Reuters – ha infatti deciso di bloccare l’export di ogni tipo di grano con effetto immediato a causa dell’inflazione salita al’8,38 % con un aumento storico dopo 8 anni dei prezzi al dettaglio. Con questa mossa l’India – che è il secondo produttore al mondo di grano dopo la Cina capolista – punterebbe a diminuire i prezzi nel mercato interno, facendo così fronte al “picco improvviso dei prezzi globali” del cereale, che “mette a rischio la sicurezza alimentare dell’India, dei vicini e di altri Paesi vulnerabili”.

Le coltivazioni di grano dell’India si trovano in grandi difficoltà a causa delle anomale ondate di caldo che stanno interessando il paese con zone dove si sono registrati 46 gradi e sono stati previsti picchi fino a 48 gradi. Il caldo ha infatti imperversato sulle principali regioni di coltivazione: Uttar Pradesh, Punjab e Madhya Pradesh.

Il governo indiano, sempre come riporta Reuters, ha comunque rassicurato che consentirà comunque esportazioni sostenute da lettere di credito già emesse e verso paesi che richiedono forniture “per soddisfare le loro esigenze di sicurezza alimentare”.

Il problema però è evidente: i prezzi del grano in India sono saliti a livelli record, con alcuni mercati  dove si è toccato il prezzo di 25.000 rupie  – 320 dollari US – per tonnellata, ben al di sopra del prezzo minimo di supporto del governo di 20.150 rupie.

Ma il caldo non è l’unico problema, forse neppure quello “vero”:  l’aumento dei costi di carburante, manodopera, trasporto e imballaggio stanno facendo aumentare il prezzo della farina di frumento in India, con un alto funzionari governativo citato da Reuters che spiega: “Non era solo grano. L’aumento dei prezzi complessivi ha sollevato preoccupazioni per l’inflazione ed è per questo che il governo ha dovuto vietare le esportazioni di grano”.

Tutto questo ha ripercussioni enormi su quei paesi che prima della crisi ucraina e delle sanzioni occidentali alla Russia contavano sull’importazione del grano russo – terzo produttore mondiale di grano – e ucraino.

L’impennata dei prezzi del grano e il blocco delle esportazioni indiane aumentano drasticamente infatti “il rischio di disordini sociali” in Africa a causa di una ormai assai probabile crisi alimentare. A dare l’allarme è stato il Fondo Monetario Internazionale (FMI).

Ma a tremare adesso è anche l’Unione Europea che proprio col grano indiano sperava di soddisfare le difficoltà di rifornimento del cereale causate dalla crisi ucraina. Senza contare che per l’Europa una crisi alimentare in Africa significa rischiare un’ondata migratoria di proporzioni bibliche. 

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