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Mente&Psicologia. Dottoressa le scrivo: “A 14 anni innamorato della mia migliore amica, che fare?”

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Marco: “Io e lei stiamo molto insieme e questo mi piace, ma sono sicuro che mi veda solo come un amico e questo non va bene. Vorrei capisse che anche io sono un maschio invece di trattarmi come la sua migliore amica”.

Continua la rubrica “Dottoressa le scrivo”, in cui la dottoressa psicologa Camilla Scagliarini risponderà alle varie domande che i lettori vorranno sottoporle. Si ricorda che per inoltrare nuove domande in forma anonima basta scrivere a fattieavvenim[email protected], tutti i dati sensibili o utili al riconoscimento, all’interno della domanda pubblicata, verranno modificati per motivi di privacy. Si pregano ad ogni modo i lettori di NON inserire nella domanda inviata alla e-mail: nomi, cognomi o circostanze troppo specifiche che potrebbero essere motivo di facile riconoscimento.

Di seguito la domanda inviataci da Marco (nome di fantasia).

“Buongiorno Dott.ressa,

Mi chiamo Marco, frequento il primo anno di liceo e sono innamorato da anni di una ragazza, Sabrina, una mia amica di infanzia.

Stiamo molto insieme e questo mi piace, ma sono sicuro che lei mi veda solo come un amico e questo non va bene. Vorrei capisse che anche io sono un maschio invece di trattarmi come la sua migliore amica!

Io soffro perché vedo tanti ragazzi farsi avanti e anche se lei non ha ceduto con nessuno ancora, so che lo faràprima o poi e a me continua a non vedermi proprio.

Dottoressa come posso fare a farle capire che esisto anche io e farmi considerare? Grazie”.

Risposta:

Caro Marco, grazie per averci riportato la tua storia, una delle esperienze umane universali e comuni ma, allo stesso tempo, fondamentalmente unica quanto lo è ogni relazione tra due individui.

In questa fase il compito evolutivo più impegnativo e stressante è probabilmente costituito proprio dall’abilità di instaurare relazioni di coppia sentimentali più adulte con i coetanei.

Sentirsi rifiutati e respinti da chi si ama (o non vedere corrisposti i propri sentimenti), rappresenta uno dei dolori più profondi e potenti che può esperire un essere umano.

Coerentemente con il significato etimologico del termine “Rifiutare”, cioè “gettare contro”, ci viene così restituito, sottoforma di dolore e sofferenza lo stesso apporto di amore, attenzioni e cura proprio dal destinatario di tale investimento emotivo. A qualsiasi età essere rifiutati comporta un attacco significativo – e un trauma vero e proprio, in alcuni casi – alla sicurezza con la quale ci approcciamo agli altri.

Un rifiuto di questo tipo può minare, soprattutto in soggetti particolarmente sensibili come gli adolescenti, il nostro senso di fiducia, l’autoefficacia, l’autostima e l’integrità personale.

Capita facilmente a chiunque, nel corso della propria vita, di essere o sentirsi rifiutati da una Sabrina. Ed è quando ci ritroviamo in una situazione simile, che possiamo diventare più consapevoli di come le nostre strategie o timidi tentativi di seduzione e corteggiamento non abbiano sortito gli effetti che speravamo. È infatti questa un’opportunità, che tu hai colto, per chiedersi e riflettere su che cosa non abbia funzionato nel nostro approccio o, peggio, in loro stessi.

Giovane Marco, posso consigliarti innanzitutto di pensare a come migliorare la comunicazione con Sabrina, cercando di riconoscere i bisogni e le intenzioni dell’Altro sia prestando attenzione soprattutto ai suoi segnali non verbali, entrando in sintonia con il suo modo di esserti amica, ma concedendoti anche di manifestare in modo assertivo i tuoi sentimenti e desideri: rispettare la giusta distanza imposta dall’altro è doveroso, così come è legittimo concedersi di esporsi con i propri modi e tempi per esprimere serenamente le proprie emozioni. Di fondamentale importanza rimane il rispetto per noi stessi e per l’Altro.

Non precluderti alcuna possibilità, ma fai attenzione a dare per scontato che lei ti tratti da potenziale partner e non da amico solo perché tu provi dei sentimenti senza comunicarglieli. Nel tuo caso, Marco, potresti anche avere il vantaggio, rispetto agli altri pretendenti, di conoscerla meglio, quindi avere di fatto più possibilità di capire il modo più appropriato di corteggiarla e farti avanti. Inoltre, essendo tua amica, difficilmente si comporterà in maniera meschina e irrispettosa verso di te.

L’amicizia tra due individui di cui uno, in un certo momento, si trova innamorato dell’Altro, non deve necessariamente essere una condizione totalmente spiacevole, anzi. Hai la possibilità non solo di mantenere e sviluppare un profondo e duraturo legame di amicizia, ma anche di trovare i tuoi modi di comunicare ciò che provi a Sabrina.

A volte una dichiarazione percepita come troppo diretta o precoce può intimorire l’Altro, farlo chiudere o allontanarlo. Prova gradualmente, iniziando ad esempio a porti in maniera diversa con lei, a esplorare e testare le tue strategie di corteggiamento, a conoscere e instaurare legami di amicizia basati su stima e rispetto reciproci anche con altre ragazze.

Accettare e apprezzare la “friendzone” – termine ormai di uso comune tra i più giovani e non solo – significa accettare e rispettare sia i sentimenti che la volontà stessa della persona cui teniamo, la sua Identità. Significa soprattutto accogliere e rispettare i nostri stessi sentimenti e il legame di amicizia che abbiamo comunque costruito. Sta a voi due, insieme, decidere come vivere in futuro il vostro legame. L’onestà e la chiarezza sono sempre da valorizzare, ma se ci aggiungi un minimo di considerazione ed empatia che ti permette di sincronizzarvi sulle stesse frequenze, puoi allora creare o capire facilmente ciò che state condividendo in quel momento. Pertanto, come dice anche Ursula ne La Sirenetta (Disney) “Non sottovalutare il potere del linguaggio del corpo”, cioè la postura che assumiamo, i gesti, gli sguardi, la prossimità fisica. Prova, quindi, a porti anche tu in maniera diversa da quello che è un ruolo in cui, al momento non ti ci trovi.

Se da una parte è legittimo che tu desideri essere visto come possibile partner dalla tua amica Sabrina, dall’altra lei potrebbe esprimere il bisogno di mantenere il vostro rapporto di amicizia, che ingiustamente viene spesso considerato inferiore a un legame amoroso, quando si tratta semplicemente di piani diversi e non confrontabili.

Il termine “Amicizia” significa, in effetti, “che sia ama”, ricordandoci che l’amicizia rappresenta una delle forme d’amore più importanti nell’intera vita di una persona.

Direi che, vada come vada, hai tutte le carte in regola sia per avere la tua occasione come fidanzato di Sabrina, che di avere la possibilità di poter coltivare un bel rapporto di amicizia con una tua amica d’infanzia.

Caro Marco, spero che tu abbia trovato gli input di cui avevi bisogno, confidando nella certezza che, in tutte le relazioni, non esiste una formula certa, universale e vincente per il successo: le relazioni non sono un campo di battaglia, un ring o un’arena sportiva. Non ci sono vincitori o vinti, ma due persone che, pur condividendo esperienze, sentimenti, emozioni, pensieri, valori, appartengono solamente a sé stesse.

Farebbe molto piacere a me e a tutta la redazione se ci potessi aggiornare sulla tua situazione con Sabrina!

Auguro a entrambi di trovare la vostra strada e di vivere nel migliore dei modi questo straordinario periodo della vita, i cui insegnamenti e ricordi si riverbereranno come una nuvola di farfalle.

Dott.ssa Camilla Scagliarini

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Camilla Scagliarini

Pubblicato da Camilla Scagliarini

Camilla Scagliarini, nata a Ponte dell’Olio il 15-11-87. Nel 2012 Laurea a pieni voti in Psicologia Clinica, Università degli Studi di Pavia, con la tesi “Traumi complessi e Dissociazione Strutturale della Personalità - Il trattamento tramite EMDR”. Dal 2012 al 2013, tirocinio post-lauream al Centro di Ricerche e Studi in Psicotraumatologia (CRSP) di Milano e Abilitazione alla professione di Psicologo. Nel 2013, educatrice per minori per la Cooperativa Sociale Azzurra (Milano). Dal 2013 al 2015 collaboratrice presso la Associazione EMDR in Italia e la Asociaciòn EMDR Espana. Nel 2014, è ricercatrice nel team di ricerca per il (Bipolar EMDR Trauma-study” per il FIDMAG (Hermans Hosphtalarias Research Foundation, CIBERSAM) a Barcellona (Spagna). Traduzione dall’italiano allo spagnolo del testo: “La giusta distanza. Il giocolibro per l’adozione”, di Anna Rita Verardo…2015. Traduzione dall’inglese all’italiano del testo “EMDR e Disturbo Borderline di Personalità”, di Dolores Mosquera e Anabel Gonzalez…... 2016. Iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia nel 2016. Dal 2015 collaboratrice esterna del Centro Studi PIIEC (Psicoterapia Integrata Immaginativa ad Espressione Corporea) e assistente della Dott. Elisa Faretta, direttrice del Centro. Dal 2016 al 2017, ideazione e realizzazione del Progetto “Ben Essere e Adolescenza” proposto dal Centro Studi PIIEC volto alla prevenzione del fenomeno bullismo presso l’Istituto Comprensivo di Verbania Intra (VB). Nel 2016 Educatrice di sostegno per la Cooperativa Solidarietà e Servizi (Milano). Dal 2018 svolge interventi di prevenzione al tabagismo e dipendenze e promozione di stili di stili di vita salutari nelle scuole di Milano e provincia come educatrice LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), progetto Agente 00 Sigarette.

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