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Mente&Psicologia. Dottoressa le scrivo: “Primo anno università e timidezza, farmi nuovi amici e tenere i vecchi?”

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Giacomo:sono molto timido ed introverso, per me legare non è facile e la prospettiva di non riuscire a farmi nuove conoscenze all’università mi preoccupa tantissimo. Che mi consiglia di fare?”

Continua la rubrica “Dottoressa le scrivo”, in cui la dottoressa psicologa Camilla Scagliarini risponderà alle varie domande che i lettori vorranno sottoporle. Si ricorda che per inoltrare nuove domande in forma anonima basta scrivere a [email protected], tutti i dati sensibili o utili al riconoscimento, all’interno della domanda pubblicata, verranno modificati per motivi di privacy. Si pregano ad ogni modo i lettori di NON inserire nella domanda inviata alla e-mail: nomi, cognomi o circostanze troppo specifiche che potrebbero essere motivo di facile riconoscimento.

Di seguito la domanda inviataci da Giacomo (nome di fantasia).

“Buongiorno Dottoressa,

Mi chiamo Giacomo e per me, questo, è stato l’ultimo anno delle superiori. Il tanto atteso diploma è finalmente arrivato, ma non posso dire di essere molto contento.

Non sono un tipo molto socievole e temo che con la fine della scuola possa finire anche l’amicizia con i miei ‘vecchi’ compagni di classe. Oltretutto, essendo molto timido ed introverso, per me legare non è facile e la prospettiva di non riuscire a farmi nuove conoscenze all’università mi preoccupa tantissimo.

Lei che mi consiglia di fare?

Un saluto”.

Risposta:

Buongiorno caro Giacomo, il passaggio dalle scuole superiori all’Università rappresenta un momento molto significativo per tutti, carico di emozioni, dubbi e aspettative.

Entriamo in una nuova dimensione, in cui iniziamo a sperimentare più concretamente il ruolo di adulti e in cui abbiamo l’occasione di metterci in gioco con responsabilità sia nello studio, che nella costruzione e mantenimento delle relazioni che noi valutiamo come importanti. Le amicizie con i compagni del liceo possono essere portate avanti come qualsiasi relazione, ossia coltivandole con impegno e costanza. Crescendo, selezioniamo le amicizie che vale la pena mantenere e che ci gratificano. Ogni relazione, è unica, quindi implicherà anche modalità e caratteristiche proprie. E ogni individuo ha la libertà di apportare il proprio contributo alla relazione.

Le persone timide si sentono facilmente a disagio in contesti sociali e situazioni a non familiari. Sentendosi inadeguato, ha poca fiducia nelle sue capacità e sottostima le sue risorse. Vorrebbe fare amicizia ma fa molta fatica, temendo di essere giudicato dagli altri. Questa difficoltà a relazionarsi serenamente può comportare varie problematiche psicologiche come sintomi ansiosi e depressivi, senso di solitudine o isolamento (evitamento), fobie e, nei giovani, scarso rendimento scolastico.

Posso consigliarti di concederti di metterti in discussione con un’attitudine e atteggiamento di apertura verso gli altri. Datti l’occasione di essere te stesso, e conoscere nuove persone senza pregiudizi ed evitando etichette e categorizzazioni, nonostante sia in parte normale e legato al senso di appartenenza a un gruppo.

La timidezza non significa necessariamente essere chiusi in sé stessi e non riuscire a fare amicizia, anzi. Anche selezionare le proprie amicizie, come abbiamo visto, è un indice di maturità, così come riuscire a sentirsi a proprio agio in diverse situazioni sociali, anche se non ci stanno tutti simpatici, o non stiamo simpatici a tutti.

Personalmente, penso sia una delle cose più gratificanti poter frequentare amici che ci apprezzano per ciò che siamo, per il nostro percorso e per ciò che potremmo diventare.

Ti consiglierei di rivolgerti ad uno psicologo o psicoterapeuta esperto in disturbi d’ansia sociale per delle consulenze, in modo che ti possa aiutare a comprendere meglio il tuo potenziale sociale e le modalità con cui puoi affrontare la tua timidezza nel relazionarti con maggior autoefficacia e sicurezza con i nuovi compagni di Università.

Ci piacerebbe sapere come andrà la tua nuova avventura in Università, aggiornaci!

Un caro saluto giovane Giacomo

Dott.ssa Camilla Scagliarini

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Camilla Scagliarini

Pubblicato da Camilla Scagliarini

Camilla Scagliarini, nata a Ponte dell’Olio il 15-11-87. Nel 2012 Laurea a pieni voti in Psicologia Clinica, Università degli Studi di Pavia, con la tesi “Traumi complessi e Dissociazione Strutturale della Personalità - Il trattamento tramite EMDR”. Dal 2012 al 2013, tirocinio post-lauream al Centro di Ricerche e Studi in Psicotraumatologia (CRSP) di Milano e Abilitazione alla professione di Psicologo. Nel 2013, educatrice per minori per la Cooperativa Sociale Azzurra (Milano). Dal 2013 al 2015 collaboratrice presso la Associazione EMDR in Italia e la Asociaciòn EMDR Espana. Nel 2014, è ricercatrice nel team di ricerca per il (Bipolar EMDR Trauma-study” per il FIDMAG (Hermans Hosphtalarias Research Foundation, CIBERSAM) a Barcellona (Spagna). Traduzione dall’italiano allo spagnolo del testo: “La giusta distanza. Il giocolibro per l’adozione”, di Anna Rita Verardo…2015. Traduzione dall’inglese all’italiano del testo “EMDR e Disturbo Borderline di Personalità”, di Dolores Mosquera e Anabel Gonzalez…... 2016. Iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia nel 2016. Dal 2015 collaboratrice esterna del Centro Studi PIIEC (Psicoterapia Integrata Immaginativa ad Espressione Corporea) e assistente della Dott. Elisa Faretta, direttrice del Centro. Dal 2016 al 2017, ideazione e realizzazione del Progetto “Ben Essere e Adolescenza” proposto dal Centro Studi PIIEC volto alla prevenzione del fenomeno bullismo presso l’Istituto Comprensivo di Verbania Intra (VB). Nel 2016 Educatrice di sostegno per la Cooperativa Solidarietà e Servizi (Milano). Dal 2018 svolge interventi di prevenzione al tabagismo e dipendenze e promozione di stili di stili di vita salutari nelle scuole di Milano e provincia come educatrice LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), progetto Agente 00 Sigarette.

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