Migranti. Lamorgese e Musumeci: Ue non si giri dall’altra parte mentre a Lampedusa sbarcano in 128

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Appelli, viaggi, visite e incontri, nulla blocca gli arrivi dei clandestini sulle coste della Sicilia: in poche ore a Lampedusa sono approdati 4 barchini con 128 persone

Una delle solite mattinate “intense” a Lampedusa, alle 11,30, un barchino di cinque metri con a bordo dodici tunisini, fra cui 2 donne e 3 minori, è stato avvistato a 2 miglia a Sud e i militari della guardia di finanza li hanno accompagnati al molo Favarolo. Qualche ora dopo sono state avvistate altre due carrette del mare, la prima con 25 e la seconda 43 clandestini fra cui 5 donne. Infine – ma solo per il momento – nel pomeriggio è arrivata la quarta imbarcazione, con altri 48 persone.

Come ormai da prassi consolidata, dopo un primo controllo sanitario in banchina, tutti i clandestini sono stati portato all’hotspot di contrada Imbriacola.

Dunque se gli sbarchi non si fermano le visite del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese in Tunisia e del premier Mario Draghi a Bruxelles non sono servite a nulla.

Dopo avere presieduto il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica alla prefettura di Palermo, Lamorgese ha detto: “Draghi è andato a parlare in Europa. Aver messo su tavolo dell’Ue il problema delle migrazioni è importante, occorre far sentire la nostra voce. Credo che con autorevolezza non solo del premier, ma delle azioni poste in essere stiamo dimostrando che ci può essere una migrazione sostenibile e umano, ma nello stesso tempo deve avere delle regole”.

Il ministro ha parlato di ricollocazione “facoltativa”, un concetto che fa capire quanto difficile se non impossibile, sia una spartizione del clandestini: “Basterebbe che ci sia una ricollocazione facoltativa, ma con quote obbligatorie. In questi mesi sono stata a Parigi la scorsa settimana a Tunisi proprio per cercare di valorizzare l’accordo di Malta che non ha dato i risultati gli sperati. Ci sono alcuni Paesi che non accetteranno la ricollocazione facoltativa con quote obbligatorie. Ci deve essere una migrazione sostenibile e umana con regole. Sono ottimista su soluzioni da trovare con Tunisia”.

Anche il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, ascoltato in videoconferenza dalla commissione Libe, presieduta da Lòpez Aguilar, ha affrontato il problema dell’emergenza immigrazione: “L’Unione europea non sia cinica e si faccia carico della immane tragedia della migrazione nel Mediterraneo invece di girarsi dall’altra parte. Non potete lasciare da sola la Sicilia”.

Musumeci ha messo l’accento “sul lungo tempo trascorso affinché l’Europa trovasse una soluzione convergente”. Poi ha aggiunto :“La discussione ed il confronto sono il lievito della buona politica, ma non si può discutere in eterno. C’è un termine entro il quale la politica deve decidere! In questa estate moriranno tante altre persone in quella maledetta rotta del Mediterraneo, soprattutto donne e bambini. E’ una tragedia annunciata. E magari dopo qualcuno avrà il coraggio di venire dalle nostre parti per ostentare dolore di fronte alle bare dei migranti allineate”.

Infine il governatore ha messo in evidenza che “soltanto una minoranza di chi approda sulle coste siciliane è composta da rifugiati, il resto è gente che cerca una vita migliore”.


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Redazione di Fatti&Avvenimenti