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Ministro Difesa inglese smentisce il governo: “L’Italia ha inviato missili Storm Shadow a Kiev”

I ministri Crosetto e Tajani secondo quanto affermato dal collega britannico Grant Shapps avrebbero mentito sulle armi inviate a Kiev: non solo armi difensive, l’Italia avrebbe inviato anche i missili Shadow Storm

È questo quanto emerge dalle dichiarazioni del ministro della Difesa britannico Grant Shapps durante un tour alla fabbrica della MBDA – una delle più grandi aziende militari britanniche – . Shapps ha detto che l’Italia ha ceduto all’esercito ucraino i missili Storm Shadow, esattamente come hanno fatto la Francia e il Regno Unito che hanno fornito a Kiev lo stesso tipo d’arma.

Le dichiarazioni rilasciate adl ministro inglese mettono in discussione quello che fino a oggi è stato detto dagli esponenti del governo Meloni e cambia radicalmente il ruolo dell’Italia nel conflitto russo-ucraino e il reale impatto che determinati tipi di armi hanno sull’andamento della guerra. E forse la nazionalizzazione – al momento temporanea – da parte della Russia dell’Ariston, a qualcosa a che vedere con questa notizia che è importante per diversi motivi.

Innanzitutto perché smentisce le dichiarazioni ufficiali sugli invii di armi approvati dall’Italia e sui cui vige ancora il segreto, nonostante le promesse dell’attuale ministro della Difesa, Guido Crosetto, di rendere pubbliche le liste e le rassicurazioni del governo sul tipo di armi cedute all’Ucraina.

Gli Storm Shadow non sono sistemi difensivi ma missili a lungo raggio richiesti con foraza dal presidente Volodymyr Zelensky. Anzi. Un anno fa la Gran Bretagna ha deciso di fornire all’Ucraina gli Storm Shadow, sistemi da crociera autonomi a lunga portata presentati come la bacchetta magica che avrebbe cambiato per le sorti del conflitto, ma così non è stato, come certificano gli eventi attuali sul campo.

Ma sia il ministro Crosetto che il capo della Farnesina, Antonio Tajani, hanno più volte affermato che le armi cedute dall’Italia all’Ucraina sarebbero state usate per operazioni difensive e non per condurre un attacco contro i soldati russi o addirittura all’interno del territorio della Federazione. Parole ribadite dal ministro della Difesa anche il 10 gennaio, quando ha confermato che l’ottavo pacchetto di aiuti militari era formato da equipaggiamenti e sistemi d’arma utili a rafforzare le capacità difensive di Kiev, ma dopo le affermazioni del ministro britannico, si scopre che il governo avrebbe mentito sull’invio di strumenti offensivi.

Gli Shadow Storm non cambieranno l’esito del conflitto, come già successo con altri sistemi inviati negli ultimi due anni, come ad esempio i Tank Leopard tedeschi, presentati come decisivi per svoltare le sorti della guerra. Lo dimostra il fatto che i primi Storm Shadow sono stati inviati dal Regno Uniti almeno un anno fa e a parte colpire qualche infrastruttura russa, dalle ultime notizie che arrivano dall’Ucraina non sembra che si possa profilare una vittoria di Kiev.

Gli Shadow però possono causare un’escalation del conflitto, perché essendo dotati di una gittata media di 250 chilometri, sono in grado di colpire con alta precisione grazie al sistema di guida “fire and forget” (spara e dimentica), programmabile ma non modificabile dopo il lancio, obiettivi strategici all’interno del territorio russo e a quel punto la risposta del presidente Vladimir Putin potrebbe essere non preventivabile, soprattutto verso chi ha fornito l’arma.