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Nato, oggi la ministeriale esteri: si discuterà se rimuovere a Kiev le restrizioni sull’uso delle armi occidentali

Oggi giovedì 30 maggio, a Praga si terrà la ministeriale Esteri della Nato, dove i Paesi dell’Alleanza Atlantica più  più agguerriti, proveranno a convincere i più cauti a “rimuovere le restrizioni” sull’uso delle armi a Kiev per colpire in territorio russo

A  Praga gli alleati della Nato discuteranno della situazione sul campo in Ucraina, che desta “molta preoccupazione” e i Paesi che hanno già dato l”Ok a “rimuovere le restrizioni per Kiev sull’uso delle armi, schieramento guidato dal presidente francese Emmanuel Macron, con accanto Gran Bretagna, Finlandia, Svezia, Repubblica Ceca e paesi baltici. proveranno a convincere gli altri a seguirli. La Germania non sarebbe contraria, ma conferma il Cancelliere Olaf Scholz  ha confermato che non darà i suoi Taurus a Kiev, di fatto si comporta alla “Ponzio Pilato”, ma le su parole vengono giudicate “un passo avanti”.

Discorso simile per gli Stati uniti, secondo il Washington Post, cresce la preoccupazione dell’amministrazione americana per la vulnerabilità ucraine sul campo di battaglia e presidente  Joe Biden “Sta prendendo in considerazione” di revocare i limiti all’uso da parte di Kiev delle armi “a corto raggio” statunitensi per attaccare in Russia. Nei corridoi della Casa Bianca il dibattito è aperto, con il portavoce del dipartimento di Stato Matthew Miller che ha ribadito che per il momento “la politica Usa è quella di non incoraggiare né consentire attacchi al di fuori dei confini dell’Ucraina”. Contrari sarebbero anche il consigliere per la Sicurezza nazionale Jake Sullivan e il commander in chief in persona.  Sarebbe invece favorevole ad una revoca mirata del veto, il segretario di Stato Antony Blinken per consentire di colpire almeno le basi vicino al confine da dove partono i missili russi.

L’Italia si è detta subito contraria, il ministro degli Esteri Antonio Tajani da giorni ribadisce che il materiale militare italiano inviato in Ucraina non potrà mai essere usato oltre confine. Più duro il vicepremier Matteo Salvini che senza mezzi termini ha attaccato le “idee folli” di Macron e anche del cancelliere tedesco Olaf Scholz, che in realtà non si è espresso a favore dell’uso delle munizioni tedesche in Russia, ma non ha nemmeno bocciato l’idea.

Nel meeting di oggi a Praga sarà difficile abbattere il muro dei contrari, la cordata dei favorevoli alla proposta del segretario della Nato Jens Stoltenberg, proverà a far sentire le loro ragioni, ma per l’approvazione occorre l’unanimità di tutti i 32 Paesi membri e appare difficile che Ungheria, Slovacchia, Spagna, Italia, la stessa Germania, per non parlare della Turchia che ha il grande esercito dell’Allenza dopo gli Usa,  diano il loro consenso. Dunque se qualcuno vorrà dare l’Ok ad attaccare il territorio russo, lo farà solo a suo nome.