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New York Times: la Casa Bianca discute la possibilità di fare usare a Kiev i missili Usa in territorio Russia

Alla Casa Bianca si è aperto un dibattito su come permettere all’Ucraina di usare le  armi americane anche sul territorio della Russia, cosa che fino ad oggi è stato un tabù

Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali  dopo l’ultimo viaggio a Kiev,  il segretario di Stato Antony J. Blinken ha esortato il presidente a revocare le restrizioni su come l’Ucraina può utilizzare le armi americane.

Sin dalle prime spedizioni americane di armi tecnologicamente avanzate a Kiev, il presidente Biden non ha mai vacillato sul divieto di usarle sono in Ucraina  per “evitare la terza guerra mondiale” e il presidente Volodymyr Zelenskyj ha dovuto accettare di non lanciarle mai nel territorio russo.

Ma il consenso su questa politica si sta indebolendo. Spinto dal Dipartimento di Stato, è ora in corso un vigoroso dibattito all’interno dell’amministrazione sull’allentamento del divieto per consentire agli ucraini di colpire siti di lancio di missili e artiglieria appena oltre il confine con la Russia – obiettivi che secondo Zelenskyj hanno consentito le recenti conquiste territoriali di Mosca.

La proposta di Blinken è ancora in fase di discussione, e non è chiaro quanti dei suoi colleghi nella cerchia ristretta di Biden abbiano aderito. La proposta non è stata ancora formalmente presentata al presidente, che è tradizionalmente il più cauto, hanno detto i funzionari.

Il portavoce del Dipartimento di Stato, Matthew A. Miller, ha rifiutato di commentare le deliberazioni interne sulla politica ucraina, compreso il rapporto di Blinken dopo il suo ritorno da Kiev. Ma i funzionari coinvolti nelle deliberazioni hanno affermato che la posizione di Blinken era cambiata perché i russi avevano aperto un nuovo fronte nella guerra, con risultati devastanti. Le forze di Mosca hanno posizionato armi proprio oltre il confine dell’Ucraina nord-orientale e le hanno puntate su Kharkiv, sapendo che gli ucraini avrebbero potuto utilizzare solo droni e altre armi non americane per colpirli in risposta.

Per mesi, Zelenskyj ha lanciato attacchi contro navi russe, impianti petroliferi e centrali elettriche, ma lo ha fatto con droni di fabbricazione ucraina e gli Shadow Storm inglesi, che non hanno la potenza e la velocità delle armi americane. La Gran Bretagna, infatti solitamente in sintonia con Washington sulla strategia di guerra, ha revocato le proprie restrizioni, in modo che i suoi sistemi di crociera  possano essere utilizzati per colpire la Russia in modo più ampio. Ma oggi anche queste armi non bastano, i russi infatti abbattono i droni e i missili ucraini o li mandano fuori strada, grazie al miglioramento delle tecniche di guerra elettronica.

Ora, la pressione sugli Stati Uniti sta aumentando affinché aiutino l’Ucraina a prendere di mira i siti militari russi, anche se Washington vuole mantenere il divieto di attaccare le raffinerie di petrolio e altre infrastrutture russe con armi fornite dagli americani.

In un’intervista con il New York Times questa settimana, Zelenskyj, ormai all’anglo, minimizza i timori di un’escalation, affermando che il presidente russo Vladimir V. Putin aveva già intensificato la guerra e che improbabile che Putin  mantenga la minaccia di usare un’arma nucleare. Affermazione tutta da verificare, anche in considerazione del fatto che in molti erano convinti che il presidente russo mai avesse invaso l’Ucraina. Ed infatt, sia  Biden e alcuni dei suoi collaboratori chiaramente non sono convinti di quanto afferma Zelensky, e continuando a credere che ci sia una linea rossa là fuori che scatenerebbe una reazione più severa da parte di Putin. Semplicemente non sanno esattamente quale sia o quale potrebbe essere la reazione.