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Nuova Caledonia in rivolta contro la Francia. Morti, feriti, disordini e scontri con la polizia: Parigi manda rinforzi

Il territorio francese situato nel Pacifico meridionale – a sud-ovest dell’Australia – è nel caos: rivolta anticoloniale scoppiata per via di una riforma elettorale che minerebbe il peso politico della popolazione locale

La rivolta non si placa in Nuova Caledonia. L’isola, territorio francese poco di stante dall’Australia, ha visto già 6 morti, centinaia di feriti, auto a fuoco, durissimi scontri con la polizia, oltre 200 arresti e durissime forme di repressione da parte del governo locale sotto il controllo di Parigi. La ragione ufficiale dei disordini è la proposta delle autorità Francesi di consentire ai cittadini francesi che vivono in Nuova Caledonia da più di 10 anni di votare alle elezioni locali, cosa che richiederebbe una riforma costituzionale e che secondo i manifestanti minerebbe pesantemente il peso politico della popolazione locale e nativa. A manifestare sono soprattutto gli indigeni locali di etnia Kanak, che rappresentano circa il 40% della popolazione totale della Nuova Caledonia, che ammonta a circa 300 mila persone. Secondo la BBC, dal 1998 sono oltre 40mila i cittadini francesi che si sono trasferiti sull’isola tra l’Australia e le Fiji.

E’ da quasi una settimana che sono iniziate le dure proteste dei locali contro le autorità di Parigi. Per questo, dopo diversi morti sia tra i manifestanti che tra i poliziotti, il primo ministro Gabriel Attal ha annunciato il dispiegamento di truppe per ristabilire l’ordine: da Marsiglia è stato inviato un contingente di diverse centinaia di agenti – dato che le forze dell’ordine locali sono impegnate a tentare di mantenere in sicurezza le infrastrutture critiche come porti, aeroporti e uffici pubblici presi d’assalto dai manifestanti -, mentre nel Paese è stato bloccato l’accesso al social network TikTok ed è stato introdotto il divieto di riunioni pubbliche e il coprifuoco notturno, oltre al divito di vendere alcol e di porto d’armi.

La situazione appare critica: mentre le autorità francesi accusano il movimento indipendentista CCAT (Field Action Coordination Cell) di aver organizzato le rivolte – ma i leader negano ogni responsabilità -, l’Alto Commissario francese Louis Le Franc ha detto che gli agenti di rinforzo mandati dalla Francia continentale sono stati schierati per “ristabilire il controllo di tutte le aree che abbiamo perso”. Almeno 6 morti, centinaia di persone rimaste ferite e circa 200 persone arrestate finora, mentre i manifestanti continuano a fronteggiare i 2700 agenti armati schierati per le strade, di cui 1700 poliziotti già dispiegati sul luogo e 1000 inviati a da Parigi per sedare le proteste. Le scuole rimangono chiuse e l’aeroporto della capitale Noumea è chiuso agli aerei commerciali. Le foto del territorio nei giorni scorsi mostrano fiamme e fumo che si levano da un centro commerciale, auto bruciate e lunghe code di persone fuori dai negozi. Molti supermercati sono chiusi e quelli che rimangono aperti stanno avendo carenze di vari tipi di generi a causa di blocchi stradali che rendono impossibile i rifornimenti.