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Organizzazione per proibizione armi chimiche: “non ci sono prove sull’uso di armi chimiche della Russia in Ucraina”

Per l’ Opcw le informazioni che la Russia abbia usato armi chimiche in Ucraina sono insufficienti

L’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opcw), un’organizzazione internazionale a cui aderiscono 193 stati del mondo, ha esortato a condividere con i suoi esperti “informazioni comprovate” sul presunto uso di armi chimiche in Ucraina e ha anche fatto presente che non ha ancora ricevuto “nessuna richiesta formale” che gli consenta di indagare sulle accuse contro la Russia.

Dall’inizio della guerra in Ucraina, tanto mosca che Kiev si sono accusati a vicenda dell’utilizzo di armi chimiche, osserva l’Organizzazione. “Ma le informazioni finora fornite da entrambe le parti, insieme alle informazioni a disposizione del Segretariato, non sono sufficientemente comprovate”, si legge nella nota. “Il primo maggio gli Stati Uniti d’America hanno annunciato di aver imposto nuove misure alla Federazione Russa per la guerra e l’uso di armi chimiche contro l’Ucraina”, in particolare la cloropicrina, un pesticida utilizzato come gas asfissiante durante la prima guerra mondiale e vietato a livello internazionale, per costringere le truppe ucraine a lasciare le trincee.

“Rimaniamo in contatto con gli Stati parte interessati e invitiamo coloro che potrebbero avere informazioni comprovate a condividerle con il Segretariato”, ha esortato l’Opac, dalla sua sede all’Aia- L’organizzazione ricorda che “per svolgere qualsiasi attività relativa alle accuse di uso di sostanze chimiche tossiche come armi”, il Segretariato dell’organizzazione ha bisogno di una richiesta formale a questo riguardo da parte di uno Stato parte e “finora la Segreteria non ha ricevuto alcuna richiesta di intervento”. “Continueremo a monitorare la situazione e a mantenere la nostra disponibilità a intervenire”, conclude comunque la nota.