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Palermo. “Il tumore al colon si può sconfiggere”: scoperto “punto debole” al Policlinico Giaccone

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“Il tumore del colon si può sconfiggere”: Il punto debole delle cellule staminali scoperto dall’equipe del professore Giorgio Stassi del Policlinico Universitario “Paolo Giaccone” di Palermo

Nel cancro del colon – ha detto il professor Stassi (nella foto ed in primo piano in basso a sinistra) – “esistono delle cellule staminali che alimentano continuamente la crescita tumorale e sono invulnerabili alle terapie”. Ma anche queste cellule hanno un tallone d’Achille, come è stato dimostrato dai nostri ricercatori del Dipartimento di Discipline Chirurgiche, Oncologiche e Stomatologiche (DICHIRONS).

La scoperta, pubblicata dalla prestigiosa rivista GUT, si basa sul ritrovamento di un recettore che partecipa con altri recettori alla crescita del tumore. Questo recettore, chiamato Her2, coadiuvato dal microambiente tumorale e attraverso l’attivazione di un meccanismo molecolare, crea uno “scudo protettivo” alle cellule staminali di tumore al colon che lo usano per proteggersi dalle comuni terapie anti-tumorali permettendogli di migrare e dare origine a metastasi.

Gli autori della scoperta hanno osservato che se si disattiva questo recettore e le molecole che lo stesso attiva, si blocca la capacità del tumore di dare origine alle metastasi. Questo recettore agisce da interruttore per la migrazione cellulare e la formazione delle metastasi.

Il responsabile del laboratorio di Fisiopatologia Cellulare e Molecolare del DICHIRONS aggiunge: “I tumori si diffondono, recidivano e diventano insensibili ai farmaci perché sono «alimentati» da cellule staminali tumorali: all’origine di un tumore ci sarebbe cioè una cellula staminale impazzita, che ne garantirebbe anche la sopravvivenza. Con la loro capacità di moltiplicarsi all’infinito, infatti, le cellule staminali del cancro alimentano la malattia. Pertanto poterle colpire con farmaci selettivi, in futuro, consentirà di distruggere alla radice il tumore ed impedirgli di produrre le metastasi, che costituiscono il vero pericolo mortale del cancro. Questa scoperta ci permetterà – conclude Stassi – di trovare nuove strategie per distruggere queste cellule e impedire in tal modo che il tumore si diffonda”.

Oggi la Sicilia, grazie alle risorse messe a disposizione dall’assessorato regionale alla salute è allineata alle realtà oncologiche più avanzate d’Italia per offrire stabilmente agli ammalati da tumori il regime terapeutico più efficace per ridurre la spesa farmaceutica e innalzare la qualità dell’offerta sanitaria.

In questa unità nella lotta ai tumori è impegnato da anni il professor Giorgio Stassi, un pioniere degli studi sulle cellule staminali tumorali, assieme ad altre figure professionali formate sullo sviluppo delle tecniche più avanzate nel campo della genomica e della oncologia molecolare che hanno individuato nuove opzioni di cura che gli oncologi potranno utilizzare per il trattamento dei pazienti refrattari alle terapie standard, con un più rapido adattamento al protocollo terapeutico.

La ricerca sul tumore del colon è stata condotta in collaborazione con il professor Gaspare Gulotta afferente allo stesso Dipartimento DICHIRONS dell’Università di Palermo, con il professor Jan Paul Medema dell’Academic Medical Center di Amsterdam, con il professore Alessio Zippo dell’Università di Trento e con il professor Ruggero De Maria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, realizzata grazie al supporto finanziario della Fondazione AIRC Ricerca sul Cancro e al supporto scientifico dell’intero Dipartimento.

Plaude alle attività svolte e agli importanti risultati conseguiti, il direttore del DICHIRONS professoressa Giuseppina Campisi (in primo piano, in basso a destra): “Questo tipo di tumore rappresenta la seconda causa di morte per cancro nei paesi Occidentali e si era ancora lontani dalla comprensione completa del meccanismo alla base della formazione delle metastasi. I ricercatori del DICHIRONS del gruppo del professor Giorgio Stassi assieme a quello dei professori Antonio Russo e Gulotta hanno scoperto per primi l’esistenza delle cellule staminali del tumore del colon alcuni anni fa e hanno continuato a studiarle per capire i loro punti deboli. Ora sono riusciti a trovare come attaccarle. Il nostro Dipartimento si avvale di tecnologie all’avanguardia per lo studio dei tumori. Questo è anche avvalorato dal recente riconoscimento della U.O.C. di Oncologia Medica coordinata dal professor Russo come responsabile della sede di Palermo per lo “Studio di fattibilità per la diagnosi genomica congiunta di rischio genetico e di sensibilità ai nuovi farmaci nelle neoplasie della mammella, ovaio e colon-retto” che Alleanza Contro il Cancro sta conducendo. Sappiamo bene che l’integrazione delle figure professionali e di tutte le realtà di ricerca presenti nel nostro Dipartimento sono la nostra forza e la chiave per il riconoscimento in campo internazionale delle ricerche condotte. Il riconoscimento scientifico del dipartimento è stato recentemente accreditato dalla rivista internazionale “PLOS Biology” che nello stilare una classifica delle pubblicazioni e dei progressi scientifici più significativi nell’ambito delle scienze biologiche ha incluso quattro ricercatori del DICHIRONS tra cui Campisi, Russo e Stassi”.


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Pubblicato da Sean Gulino

Giornalista Direttore responsabile di Fatti&Avvenimenti. Nato a Partinico (PA), ma saccense. Ha sempre vissuto a Sciacca, dove fin da giovanissimo si è appassionato alla politica locale. Scrive da quando aveva 17 anni, scrive di tutto perché "così è giusto che sia". Ha scritto principalmente per il giornale ControVoce di Sciacca e per il Fatti&Avvenimenti, ma suoi articoli sono apparsi anche sui quotidiani La Valle dei Templi.net, LinkSicilia (MeridioNews), La Voce di New York e tanti altri giornali agrigentini, regionali, nazionali ed internazionali. Da Gennaio 2017 è corrispondente italiano per la rivista francese Lumieres Internationales Magazine. Scrittore a tempo perso. E' anche uno studente di Giurisprudenza. Coltiva da anni la passione della musica e del canto ed ha una sua band. Non chiedetegli cosa voglia fare da grande, perché non lo sa.

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