Palermo, Strage Capaci. Orlando e Fava assenti a commemorazione: “Contro Salvini”

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Purtroppo anche un momento importante come la commemorazione della Strage di Capaci diventa occasione di becera lotta politica contro il Ministro Salvini

I martiri della mafia sono patrimonio di amore, orgoglio e speranza di tutti noi. Sono lo spirito guida del Popolo italiano. Appropriarsene provando ad escludere l’avversario politico è un’operazione da stolti che offende tutti.
 
Le dichiarazioni di Claudio Fava, presidente della commissione regionale antimafia, per giustificare la propria diserzione dalla commemorazione dell’aula bunker di Palermo sono deliranti e oltraggiano le vittime del martirio di Capaci. Se Claudio Fava vuole opporsi a Salvini lo faccia con gli strumenti della politica ma non si azzardi ad utilizzare i nostri morti.
 
Ma purtroppo Fava non è l’unico a strumentalizzare una giornata di commemorazione e testimonianza contro la mafia nel solito triste teatrino anti-Salvini, dello stesso avviso anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che dopo aver confermato la propria partecipazione all’evento nell’aula bunker, ha fatto sapere stamani che non parteciperà più.
 
Altro grande assente istituzionale alla manifestazione, il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, che parlando assurdamente di “polemiche ed odio”, ha preferito non partecipare all’evento, dimostrandosi un “vaso di coccio tra i vasi di ferro”, un odierno Don Abbondio. Una scelta per colpa della quale oggi, in quell’aula, mancherà il più alto rappresentate della Regione Sicilia.
 
Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso, è stata molto chiara: “Da 27 anni l’anniversario della strage di Capaci simboleggia l’unità della nazione nella lotta alle mafie e nella difesa della democrazia, della libertà e della legalità. Il 23 maggio si rende onore non solo a mio fratello Giovanni, a sua moglie Francesca Morvillo a Paolo Borsellino e agli eroici agenti delle scorte, ma anche a tutti gli altri uomini e donne delle istituzioni che hanno sacrificato le loro vite per tutti noi. Il mio augurio è che nessuna polemica sporchi le celebrazioni in ricordo delle stragi di Capaci e Via D’Amelio. E’ fondamentale che quel giorno, come accade da 26 anni, le istituzioni confermino con la loro presenza l’impegno dello Stato a portare avanti gli ideali a cui Giovanni Falcone ha dedicato la sua vita fino all’estremo sacrificio“.
 
Anche Tina Montinaro, vedova di Antonio, caposcorta del giudice Falcone, morto con lui a Capaci, è stata ferma: “Il 23 maggio dovremmo essere tutti uniti per onorare chi per lo Stato si è sacrificato. E’ fondamentale che domani le istituzioni siano presenti per celebrare la memoria di Giovanni Falcone e di tutte le vittime della mafia. Dovremmo essere felici che, dopo 27 anni, decine di migliaia di ragazzi continuino a ritrovarsi a Palermo peronorare i nostri caduti”.
 
Anche Matteo Salvini ha sottolineato come “chi si divide sulla lotta alla mafia sbaglia, chi usa una giornata di memoria e di futuro per fare la sua piccola battaglia politica sbaglia e fa un torto a Falcone”.
 
di
Gaetano Montalbano


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