Pianta organica del Comune. Simone Di Paola: “Stabilizzare i precari prima di tutto”


“Difendere un diritto sacrosanto che appartiene a tutti quei lavoratori precari che da tempo immemorabile inseguono il sogno di una vita: un contratto di lavoro a tempo indeterminato che doni serenità e certezze alle loro famiglie”.

di-paola - simone

Così oggi il consigliere del PD Simone Di Paola che interviene in merito alla composizione della pianta organica del Comune chiedendo la stabilizzazione dei precari di categoria A e B come priorità inderogabile.

“Sembrava che finalmente, dopo anni di battaglie e di annunci, fosse giunto il tempo di attivare la procedure di stabilizzazione per i cosiddetti lavoratori “contrattisti” in carico al Comune di Sciacca; ed invece mi ritrovo, mio malgrado a dover tornare sull’argomento” continua il consigliere evidenziando perplessità rispetto alle procedure attivate ed alle priorità individuate dall’amministrazione targata Fabrizo Di Paola.

“Sembra infatti che la volontà manifestata dall’amministrazione sia quella di limitare le procedure di stabilizzazione, esclusivamente o quantomeno prevalentemente, ai lavoratori appartenenti alle categorie C e D, per i quali si richiederebbe l’indizione di un concorso pubblico, con evidente penalizzazione dei lavoratori appartenenti alle categorie A e B, per i quali sarebbe necessaria l’apertura di un’apposita procedura selettiva finalizzata alla definizione di una graduatoria dalla quale attingere, in stretta coincidenza con le capacità assunzionali dell’ente, in tal senso determinata dall’allentamento dei vincoli di spesa del personale, rapportata ai risparmi per i pensionamenti a partire dall’anno 2011.

Posso comprendere l’esigenza, più volte manifestata dall’amministrazione – dice Di Paola – di voler colmare evidenti esigenze di organico in taluni settori della macchina burocratica del comune, anche in vista di imminenti pensionamenti; esigenze che richiederebbero l’utilizzazione di unità lavorative in possesso di titoli tali da ricoprire determinati incarichi (penso ad esempio all’ufficio legale del comune); ma mi chiedo se ciò non sia possibile anche attraverso procedure di riqualificazione e di riconversione di personale, precario e non, già in servizio presso questo ente, già in possesso dei titoli richiesti, attraverso una seria attività ricognitiva interna ad ogni singolo ufficio e dipartimento, dando dunque priorità a chi da anni si batte per il proprio diritto ad un contratto stabile, prima ancora che andare all’esterno a ricercare tali professionalità”.

Insomma, per Simone Di Paola: l’obiettivo principale deve essere quello di stabilizzare quanti piu precari possibile, senza distinzione di categorie o corsie preferenziali.

Il consigliere infine ricorda che mentre l’indizione di un concorso pubblico per l’assunzione di nuovo personale renderebbe più complesso l’iter di stabilizzazione del maggior numero possibile di precari – date le condizioni economico-finanziarie del Comune – , al contrario l’assunzione ed, ove possibile, la successiva riqualificazione delle categorie A e B, sarebbe configurabile come “ordinaria” e dunque interamente riservata al personale in servizio presso l’ente, dunque senza ulteriori aggravi di costi.


Pubblicato da Sean Gulino

Giornalista Direttore responsabile di Fatti&Avvenimenti. Nato a Partinico (PA), ma saccense. Ha sempre vissuto a Sciacca, dove fin da giovanissimo si è appassionato alla politica locale. Scrive da quando aveva 17 anni, scrive di tutto perché "così è giusto che sia". Ha scritto principalmente per il giornale ControVoce di Sciacca e per il Fatti&Avvenimenti, ma suoi articoli sono apparsi anche sui quotidiani La Valle dei Templi.net, LinkSicilia (MeridioNews), La Voce di New York e tanti altri giornali agrigentini, regionali, nazionali ed internazionali. Da Gennaio 2017 è corrispondente italiano per la rivista francese Lumieres Internationales Magazine. Scrittore a tempo perso. E' anche uno studente di Giurisprudenza. Coltiva da anni la passione della musica e del canto ed ha una sua band. Non chiedetegli cosa voglia fare da grande, perché non lo sa.