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Roma, Europei Atletica: Marcell Jacobs conquista l’oro nei 100 metri maschili.  Per l’Italia medagliere d’oro

Marcell Jacobs ha conquistato l’oro nei 100 metri maschili agli Europei di Roma. L’Italia la fa da padrona: cinque medaglie d’oro, quattro d’argento, una di bronzo

Due giornate di gare su sei complessive e l’Italia con dieci medaglie, cinque di esse d’oro, è tutta sola al primo posto del medagliere dei XXVI Campionati europei di Roma, surclassando ogni avversario. Strada, pista e pedane, fuori e dentro allo stadio Olimpico, sono terra di successi e risultati molto importanti per l’atletica leggera italiana ad un mese e mezzo all’appuntamento clou del 2024, le Olimpiadi di Parigi.

Le medaglie sono dieci, 5 d’oro, 4 d’argento e una di bronzo. Seconda e’ l’Olanda con appena 3, una per ogni colore, terza la Francia con due. La serata dell’8 giugno del 2024 resterà impressa negli annali dello sport italiano, un po’ come quella del primo agosto del 2021 quando a Tokyo, Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi vinsero l’oro olimpico nei 100 metri e nel salto in alto.

Una serata che in 42 minuti ha regalato all’atletica leggera ben tre ori per un totale di sei medaglie in una sera: una ‘notte epocale’ mai avvenuta precedentemente nella storia. Ad aprire la serata, il bronzo nella 20 chilometri di marcia di Francesco Fortunato. Accolto dal boato dello stadio Olimpico, al traguardo chiude in 1h19:54 alle spalle dello svedese Perseus Karlstrom (1h19:13) e dello spagnolo Paul McGrath (1h19:31) dopo aver staccato gli altri inseguitori della coppia di testa. Il massimo di medaglie in un’unica giornata per gli azzurri era finora di cinque, nell’ultima a Spalato 1990.

Marcell Jacobs come da previsioni della vigilia, conquista l’oro nei 100 metri maschili. Jacobs non ha pensato tanto al tempo (10″02), ma solo ad arrivare davanti a tutti e a confermare il titolo di cui era detentore. Il campione olimpico ha così compiuto un ulteriore passo verso l’appuntamento di Parigi. Jacobs prima ha guardato il bicchiere mezzo vuoto: “Il polpaccio si è indurito e ho perso un po’ di velocità nel finale, mi aspettavo di correre più forte rispetto alle semifinale dove ho corso agile”, ha detto Jacobs che poi, però, ha buttato un occhio anche al lato positivo: ”L’importante era il titolo e uscire di nuovo campione dà tanta fiducia, ora continuare a lavorare, sapevo che non arrivavo qui nelle migliori condizioni, ci sarà da lavorare ma sono contento di questa medaglia”. Poi Jacobs ha avuto anche un pensiero per il compagno di squadra Ali: “Da anni sto dicendo che Ali correrà forte. Sono molto contento, tutte e due volevamo le medaglie ci giocheremo il futuro”.

Ed è stato proprio Ali a rendere la vittoria di Jacobs ancor più bella. Un secondo posto che ha il sapore di essere solo un primo, piccolo passo. Chituru Ali, infatti, non si pone limiti perché alle Olimpiadi vuole fare “qualcosa d’incredibile”. Proprio la doppietta azzurra nei 100 metri rappresenta la ciliegina sulla torta di un sabato magico che ha portato così l’Italia a quota 10 medaglie (5 ori, 4 argenti e 1 bronzo).

Nell’eptathlon è da applausi Sveva Gerevini, protagonista di un gran progresso con 6379 al sesto posto, superando il record italiano di 194 punti dopo 25 anni (6185 di Gertrud Bacher nel 1999).

Il metallo più prezioso se lo caricano sulle spalle Leonardo Fabbri e Lorenzo Simonelli: il lanciatore fiorentino, infatti, è riuscito a gettare il suo peso a 22,45 metri, una misura che gli permette di mettersi in testa la corona di campione d’Europa precedendo il croato Mihaljevic e il polacco Haratyk, a completare il podio. “Ora però voglio battere gli americani, in una grande gara. E ancora non sono al top, devo continuare a lavorare e avere fiducia”, dice Fabbri (vicecampione del mondo in carica) dopo la gara alludendo anche ai Giochi di Parigi.

Nei 110 ostacoli il romano Lorenzo Simonelli, già autore di un’ottima prestazione in semifinale, ‘fulmina’ tutti correndo in 13″05, in testa dall’inizio alla fine. Il suo è il secondo tempo mondiale dell’anno, e il nuovo primato italiano, e lo proietta verso i Giochi di Parigi. Per lui, 22enne nato in Tanzania ma cresciuto nella Capitale dove vive all’Eur, grande appassionato di basket come il capitano della nazionale ‘Gimbo’ Tamberi, è particolarmente bello aver vinto in casa.

E’ invece un salto d’argento quello che vede protagonista Mattia Furlani, 20 anni e un futuro luminoso davanti. La misura arriva subito, al primo tentativo, da 8,38 metri che vale il record mondiale under 20, migliorando di due centimetri il primato, già suo. Step by step, passo dopo passo, proprio come la sua rincorsa. Una sfida, quella con Miltiadis Tentoglou, campione olimpico in carica, che ha appassionato il pubblico: ancora troppo forte il greco, capace di stabilire – e subito dopo eguagliare – il record dei campionati con 8,65. Furlani lo ha aspettato, ha battuto le mani per lui, poi hanno atteso insieme il risultato. Un campione anche nei comportamenti, nonostante la sua giovanissima età. “E’ stata la gara più bella della mia vita. Si può fare molto meglio, con il tempo e lavorando bene questi aspetti arriveranno. Oggi è stato un grande test, bisogna continuare su questa strada”, le sue parole subito dopo l’argento conquistato.