Russia. Putin dà la caccia agli uomini di Soros: arrestato direttore Open Russia

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Andrei Pivovarov, direttore esecutivo di Open Russia è stato fatto scendere da un aereo a San Pietroburgo e fermato dalla polizia: a nulla è servito lo scioglimento di facciata della ONG legata a George Soros e considerata “organizzazione indesiderabile”

E’ stato arrestato due giorni fa a San Pietroburgo Andrei Pivovarov, direttore esecutivo di Open Russia, gruppo ONG appartenente alla galassia di Open Society Foundation legata a George Soros, che per il Cremlino di Vladimir Putin è “un’organizzazione indesiderabile”. 

A comunicare l’arresto di Pivoravov è stato il suo legale, Elena Borodina. Il direttore di Open Russia è stato fermato lunedì scorso all’aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo, dove stava per prendere l’aereo della compagnia Lot in partenza per Varsavia, Polonia.

L’arresto non è certamente un fulmine a ciel sereno. Open Russia, fondata da Mikhail Khodorkovsky – un ex oligarca che vive all’estero dopo aver trascorso dieci anni dietro le sbarre in Russia – aveva annunciato lo scioglimento con “l’annullamento dell’appartenenza di tutti i membri a Open Russia per evitare possibili persecuzioni” a causa di una legge che, tra le altre cose, impedisce a chiunque abbia collaborato con organizzazioni “indesiderabili” – ovvero estremiste e/o sostenute da finanziamenti stranieri e/o che fanno riferimento ad interessi stranieri –  di candidarsi alle elezioni, con la motivazione che queste ultime possano mirare a destabilizzare la situazione politica interna alla Russia, organizzando proteste e minacciando la sicurezza e le basi costituzionali della Federazione Russa.

E questo è proprio il caso di Open Russia, Ong con sede a Londra – Regno Unito – e considerata indesiderabile già dal 2017 e di cui le tre costole: Otkrytaya Rossia, Open Russia Civic Movement e l’Institute of Modern Russia furono dichiarate indesiderabili ancor prima, nel 2015. 

Ma Open Russia fa soprattutto parte della galassia di organizzazioni di Open Society Foundation legate all’uomo d’affari e speculatore finanziario ungherese George Soros – poco amato persino nella sua patria e definito dal Premier Ungherese Orban come una delle cause di diversi gravi problemi della Nazione e bersaglio di diverse leggi definite proprio “anti-Soros” – con cui il Presidente Russo Vladimir Putin è ai ferri corti da anni.

Ma ad essere onesti, neppure in Italia Soros è ben visto, almeno da chi ha buona memoria: è infatti considerato il principale autore e ideatore della manovra speculativa che nel 1992 mise in ginocchio l’Italia: a seguito dell’annuncio che la Bundesbank avrebbe smesso di appoggiare il cambio fisso della lira italiana al marco tedesco, Soros vendette lire allo scoperto, costringendo la Banca d’Italia a una svalutazione della Lira del 30%,costando la vendita di 48 miliardi di dollari delle sue riserve e l’uscita dal Sistema Monetario Europeo. Otto anni fa, nel 2013, proprio Soros tornò a parlare della vicenda dicendosi fiero di quanto aveva fatto: “L’attacco speculativo contro la lira fu una legittima operazione finanziaria”, dichiarò.


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Pubblicato da Sean Gulino

Giornalista Direttore responsabile di Fatti&Avvenimenti. Nato a Partinico (PA), ma saccense. Ha sempre vissuto a Sciacca, dove fin da giovanissimo si è appassionato alla politica locale. Scrive da quando aveva 17 anni, scrive di tutto perché "così è giusto che sia". Ha scritto principalmente per il giornale ControVoce di Sciacca e per il Fatti&Avvenimenti, ma suoi articoli sono apparsi anche sui quotidiani La Valle dei Templi.net, LinkSicilia (MeridioNews), La Voce di New York e tanti altri giornali agrigentini, regionali, nazionali ed internazionali. Da Gennaio 2017 è corrispondente italiano per la rivista francese Lumieres Internationales Magazine. Scrittore a tempo perso. E' anche uno studente di Giurisprudenza. Coltiva da anni la passione della musica e del canto ed ha una sua band. Non chiedetegli cosa voglia fare da grande, perché non lo sa.