S.green pass Stretto. Sicilia dichiara ‘guerra’ a Draghi: De Luca protesta e Musumeci minaccia provvedimenti straordinari


Il grido è unanime: “Basta super green pass per passare lo Stretto”. A Messina, Cateno De Luca protesta con un sit in ad oltranza e Nello Musumeci scrive a Speranza minacciando di adottare provvedimenti straordinari a tutela della Sicilia

Il primo ad “aprire le danze” è stato il vulcanico sindaco di Messina Cateno De Luca, che dopo averlo annunciato, ieri mattina ha “piantato la tenda” sul molo e con il solito megafono ha gridato: “Lo Stato ci ha posto sotto sequestro violando il principio di continuità territoriale! Dalla Sicilia rimango in Sicilia e dall’Italia non posso andare in Sicilia”.

Il sindaco fa notare che da Villa San Giovanni si può andare in tutta Europa senza Super Green pass, mentre senza dalla Sicilia non si esce. “Non ho ricevuto nessuna telefonata – spiega De Luca in una lunghissima diretta web – non pretendo dal ministro, ma almeno da un funzionario che mi dicesse ‘in effetti c’è qualche incongruenza nella norma ci dia un attimo di tempo che provvediamo’. Non mi hanno chiamato, nè il prefetto e nessun parlamentare di Messina”.

Infine con la solita verve il sindaco chiede la “modifica della disciplina che riguarda il Green pass che viola la continuità territoriale che riguarda tutte le isole, perché tante famiglie non possono uscire dalla Sicilia per interventi sanitari urgenti e tante altre che sono uscite dalla Sicilia non possono più rientrare”.

L’attivismo di Cateno De Luca, in prossimità delle elezioni regionale, alle quali – ha già annunciato –  si candiderà per la presidenza, evidentemente ha “solleticato” l’attuale presidente della Regione Nello Musumeci, che, anche lui auto- ricanditosi, ha scritto al ministro:Modifiche sulla norma entro 24 ore oppure prendo provvedimenti straordinari a tutela della Sicilia”. Potenza delle elezioni.

Musumeci, ha scritto una lunga e articolata lettera al ministro della Salute, Roberto Speranza, con la quale chiede al governo nazionale di sospendere quello che viene considerato come l’iniquo trattamento riservato alle persone che hanno deciso di non vaccinarsi, ma vogliono attraversare lo Stretto di Messina.

Da qui la minaccia: “Attese 24 ore prenderò provvedimenti straordinari a tutela della mia Regione” Preannuncia Musumeci e continua: “Signor ministro, mi rivolgo alla sua attenzione a proposito della recente entrata in vigore delle modifiche in materia di obbligo di green pass rafforzato e attraversamento dello Stretto di Messina. Com’è ben noto, il decreto-legge n. 19 del 2020 prevede che ‘nelle more dell’adozione dei decreti del presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 1 e con efficacia limitata fino a tale momento, in casi di estrema necessità e urgenza per situazioni sopravvenute le misure di cui all’articolo 1 possono essere adottate dal ministro della Salute’.

Premesso quanto sopra, la situazione sociale che sta venendo a crearsi sulle rive dello Stretto di Messina in virtù della netta preclusione all’attraversamento a danno dei ‘non vaccinatì, sia presso la sponda siciliana che presso quella calabrese, si sta preoccupantemente acuendo, avendo fondata ragione di ritenere, coloro che sono sprovvisti, per le più disparate ragioni, del cosiddetto green pass rafforzato, di essere stati ‘sequestrati’ nel territorio della regione e di non poter raggiungere il resto del territorio nazionale nemmeno per comprovate ragioni di urgenza, ad esempio collegate a motivi di salute e di accesso alle cure”.

Il governatore a supporto delle sue tesi fa notare che “A ulteriore conferma di quanto sopra le segnalo che il Tribunale civile di Reggio Calabria, con decreto motivato del 14 gennaio 2022, ha ordinato l’imbarco immediato di un cittadino siciliano sul traghetto per Messina a bordo della propria autovettura ‘previa esibizione all’imbarco da parte del ricorrente dell’esito di un test antigenico attestante la sua attuale negatività al virus, con espressa esenzione dalla esibizione della certificazione verde ma con obbligo di tenere indosso per tutta la durata della traversata sin dal momento dell’imbarco e fino al compiuto sbarco una mascherina del tipo FFP2’. Si tratta, evidentemente, del preludio di numerosi ricorsi giurisdizionali che vedranno certamente e ripetutamente recessiva l’applicazione della disposizione governativa”.

Poi Musumeci precisa qual è la richiesta:Stando così le cose, mi permetto di proporle l’adozione di un’ordinanza, ai sensi dell’articolo 2, comma 2 del decreto-legge n. 19 del 25 marzo 2020, che possa reintrodurre, nelle more della conversione del decreto-legge n. 229/2021, o comunque dell’adozione di altro genere di misura più stabile, alla stessa stregua di quanto già avvenuto il 9 gennaio scorso per la continuità didattica delle isole minori e della Laguna di Venezia, il diritto di attraversamento dello Stretto di Messina anche mediante la semplice esibizione del referto negativo di un test antigenico o molecolare”.

Infine la minaccia: “Si tratta, ribadisco, di una misura di assoluta equità e di giustizia volta a scongiurare la conclamata (e già in atto) lesione del principio di continuità territoriale tra il territorio siciliano e quello del resto dello Stato. Per la lealtà e la correttezza che hanno da sempre contraddistinto i rapporti istituzionali con lei intrattenuti, desidero precisare che decorse altre 24 ore, preso atto del reiterato e ingiustificabile insuccesso delle richieste rivolte al governo centrale, sarò costretto a valutare l’adozione diretta di provvedimenti straordinari a tutela della mia regione”.

Non sappiamo se il Presidente farà davvero quel che ha minacciato o è solo un bluf, di sicuro non stanno bluffando i cittadini e dopo il caso dell’agente di commercio di Terrasini che ha attraversato lo stretto tramite ricorso al Tar, anche Fabio Laccisaglia, amministratore di azienda, in fila per imbarcarsi sul traghetto ma rimasto bloccato a Messina perché non in possesso del super Green pass, preannuncia la stessa azione.

L’uomo, ancora in fila al molo,  ha deciso di rivolgersi ai suoi legali per attraversare lo stretto: “Sono di Gela, amministro una azienda in Friuli, devo andare lì per lavoro. C’è una legge che è al di sopra di tutto e che è la Costituzione e non mi sembra che ponga divieti di circolazione. Si configura anche un reato perché mi sento sequestrato. Dovrò fare un’azione legale per riuscire a passare”. Fa sapere Fabio Laccisaglia, che conclude: “Non sono vaccinato, ma sono disposto a fare il tampone per attraversare lo Stretto”.


Redazione

Pubblicato da Redazione

Redazione di Fatti&Avvenimenti