Salute & Benessere. Artrosi del ginocchio: il trattamento con plasma ricco di piastrine non funziona


L’artrosi è una patologia a carattere cronico e prevalentemente degenerativo che presenta un’incidenza particolarmente elevata nella fascia di età over 40

La localizzazione al ginocchio costituisce una delle più frequenti, colpendo il 25-30% della popolazione, in prevalenza donne intorno ai 50 anni di età, ed è tra le più invalidanti.

L’etiologia dell’artrosi nella forma primitiva è ancora in gran parte ignota; la malattia insorge in genere senza predisponenti infiammatori e traumatici locali.

L’inizio del processo artrosico secondario, invece, può derivare sia da una prolungata immobilizzazione che da un eccessivo od alterato carico, da flogosi sinoviali, insufficienze vascolari, alterazioni della funzione dei condrociti.
La sintomatologia è dominata da dolore localizzato al movimento attivo e passivo con scrosci e crepitii, rigidità articolare mattutina ed accentuata dal carico e dal movimento e da un periodo di immobilizzazione, limitazione progressiva del movimento con il procedere dei processi degenerativi, dolore a riposo nelle forme gravi ed avanzate.

Da tempo la terapia infiltrativa è stata utilizzata per curare o quantomeno ridurre i sintomi dell’artrosi al ginocchio.
All’interno di questo tipo di terapia, negli ultimi anni, si è affermato il trattamento con plasma ricco di piastrine (Prp) che avrebbe avuto, nelle intenzioni di chi lo ha promosso, lo scopo di “rigenerare” la cartilagine articolare, migliorando in modo significativo i sintomi dei pazienti.

In base ai risultati di uno studio apparso su Jama l’utilizzo di infiltrazioni di plasma ricco di piastrine (Prp) nei pazienti affetti da gonartrosi non offre significativi vantaggi nell’evoluzione della malattia a 12 mesi rispetto all’iniezione di placebo salino.

Si tratta di dati di grande importanza in un momento in cui questa terapia viene frequentemente utilizzata, forse anche sull’onda di un entusiasmo iniziale che, alla luce dei nuovi dati, sembra ingiustificato.

Secondo Kim Bennell, della University of Melbourne in Australia, coordinatore dello studio, «La maggior parte delle linee guida cliniche non raccomanda il plasma ricco di piastrine per l’artrosi del ginocchio a causa della mancanza di prove di alta qualità sull’efficacia in relazione a sintomi e struttura articolare. Nonostante ciò, l’uso di tale trattamento sta aumentando».

I ricercatori hanno analizzato 288 pazienti di età pari o superiore a 50 anni con artrosi sintomatica del ginocchio (grado Kellgren e Lawrence 2 o 3) seguendoli per 12 mesi. I pazienti sono stati divisi in due gruppi e sottoposti ad infiltrazioni di PRP povero di leucociti disponibile in commercio o placebo salino.
A 12 mesi è stato valutato il grado di dolore e lo spessore della cartilagine (tramite Rm), senza significativa differenza fra i due gruppi.

Secondo il Women’s Hospital di Boston, sostiene che, dopo tre recenti studi negativi pubblicati recentemente su Jama, è giunta l’ora di interrompere l’uso del Prp per artrosi e tendiniti di Achille, almeno finché non emergeranno nuove prove di efficacia da studi inediti.

 

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.


Pubblicato da Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.