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Salute & Benessere. Con l’estate arrivano le zecche portatrici di malattie a volte letali: ecco come difendersi

La zecca è un parassita si nutre del sangue degli animali e dell’uomo, il cui morso può  provocare la comparsa di malattie che possono rivelarsi gravi e a volte anche mortali

Con la bella stagione andare a vivere in campagna o trascorrere weekend rilassanti lontano dal caos della città è il sogno di molti ma proprio in mezzo alla natura si annida la zecca. Il periodo dell’anno con più alto rischio di essere punti da questo parassita è compreso fra la primavera e il tardo autunno.

La zecca è un artropode chelicerato appartenente, insieme a ragni, acari e scorpioni, alla classe degli aracnidi, che si attacca ostinatamente alla pelle, da cui succhia il sangue per giorni. Il morso di solito non è doloroso e non causa prurito, per cui può passare inosservato.
I problemi che determina si limitano di solito a una lesione locale nella sede della puntura, raramente seguita da sintomi generali. Alcuni tipi di zecca (Ixodes scapularis) possono trasmettere col loro morso gravi malattie, tra cui la malattia di Lyme.

Come si riconosce

La zecca dei boschi è scura e molto piccola, quindi difficile da vedere: negli stadi di larva e ninfa non è più grande di una testa di spillo e l’adulto è di poco più grande.
Si trova nell’erba e nei cespugli. Ama gli ambienti umidi ed ombreggiati con vegetazione bassa ed un letto di foglie secche, meglio se boschivi e con erba incolta, come pure le zone di confine tra prato e bosco soprattutto se con presenza d’acqua. E’ presente in molte aree del nostro territorio, più in collina che in pianura, ed è resistente a condizioni ambientali sfavorevoli.

Consigli per evitare  di essere punti

Indossare vestiti chiari per identificare più facilmente le zecche e rimuoverle prima che si attacchino alla cute. Usa maglie a maniche lunghe ed infila i pantaloni dentro ai calzettoni o, meglio, a stivali alti dotati di stringhe. Cammina al centro dei sentieri, evitando di strisciare contro la vegetazione ai lati, e non sederti direttamente sull’erba. Fai frequenti controlli su te stesso e su chi ti accompagna, osservando i tratti di pelle scoperti e gli abiti. Al ritorno da gite in zone infestate da zecche lava i vestiti in lavatrice alla temperatura più alta possibile e, prima di fare il bagno, ispezionati tutto il corpo con l’aiuto di un’altra persona per le zone difficilmente visibili. Soprattutto nei bambini, fai attenzione anche al cuoio capelluto.

Esistono prodotti repellenti per tenere lontane le zecche

Sono moderatamente efficaci i repellenti a base di DEET, reperibili anche in farmacia, applicati sui vestiti e sulla cute esposta, senza però eccedere nella quantità e frequenza d’uso, specialmente nei bambini piccoli. Segui quindi attentamente le istruzioni indicate sulle confezioni.

Ecco cosa  fare se si è stati punti

Le probabilità d’infezione sono basse se la zecca resta attaccata alla cute per meno di 36-48 ore. Una zecca va rimossa correttamente: afferrala con una pinza il più vicino possibile alla cute e toglila tirando verso l’alto senza schiacciarla(vedi immagini allegate). Se il rostro (l’organo che la zecca usa per attaccarsi) rimane nella pelle, estrailo con un ago da siringa sterile. Disinfetta la zona e verifica di essere vaccinato contro il tetano. Non gettare la zecca tolta ma bruciala.

Cosa non fare se si è stati punti

Non devi usare metodi impropri di estrazione quali il caldo (brace di sigaretta, fiammiferi, aghi arroventati) o sostanze come petrolio, benzina, trielina, ammoniaca, acetone etc. Tali metodi “irritano” la zecca e aumentano il rischio di infezione. Non toglierla con le mani o schiacciarla con le dita: potresti contagiarti attraverso piccole lesioni della pelle o per schizzi di sangue.

Cosa  fare dopo aver tolto la zecca

Controllare tutti i giorni per 30-40 giorni l’area cutanea colpita. Rivolgiti subito ad un medico se compare una chiazza rossastra tondeggiante che si allarga sempre di più, spesso schiarendo al centro in modo da formare un’immagine ad anello. Rivolgiti al medico anche se compaiono febbre, mal di testa, malessere, ingrossamento delle ghiandole vicino alla zona dove sei stato punto, dolori alle articolazioni. Nei 30-40 giorni di osservazione non usare antibiotici di tua iniziativa: ciò potrebbe impedire al medico di diagnosticare correttamente un’eventuale infezione. Se per altri motivi devi ricorrere agli antibiotici, avvisa il medico che sei stato punto da una zecca, così da consentirgli di usare i farmaci efficaci anche contro la Malattia di Lyme.

Perché è importante l’osservazione

Per cogliere il più precocemente possibile il segno della malattia di Lyme, costituito da una tipica chiazza rossastra che si allarga. Una diagnosi precoce permetterà di iniziare subito la terapia e di evitare complicanze. Inoltre, è da tener presente che nel caso di questa malattia gli esami del sangue non sono molto precisi: ciò aumenta l’importanza dell’osservazione per vedere un eventuale “cerchio” sulla pelle che si allarga.

Cos’è la Malattia di Lyme

E’ una malattia infettiva che colpisce vari organi e si sviluppa in più fasi. La fase iniziale che, come abbiamo visto, colpisce la pelle, generalmente non è grave e a volte guarisce anche da sola. Se però non viene curata con la terapia opportuna, possono poi comparire le fasi tardive, anche dopo mesi nelle persone che non sono state trattate adeguatamente nella fase iniziale. Le fasi tardive sono molto più gravi della fase precoce e provocano artriti, disturbi dei nervi, del cervello, del cuore e degli occhi.

Come curare la  malattia di Lyme

Bisogna seguire una terapia antibiotica un po’ più lunga del solito: fino a tre – quattro settimane nella fase iniziale. Questa terapia è praticamente sempre in grado di stroncare l’infezione e di evitarne le complicanze. Le fasi tardive richiedono invece terapie più impegnative e purtroppo non sempre completamente efficaci. Quindi, più precoce è la diagnosi più è facile prevenire le complicanze.

È opportuno proteggere cani e gatti dalle zecche

Sì. Esistono prodotti repellenti specifici ed il vostro veterinario vi saprà consigliare quello più adatto per il vostro amico a 4 zampe. La comune zecca del cane  non può trasmettere la Malattia di Lyme, ma può trasmettere, seppur più raramente, altre malattie infettive.