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Salute & Benessere. Ernia inguinale: una patologia potenzialmente molto pericolosa

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Per ernia inguinale si intende l’abnorme fuoriuscita di tessuti o organi intraddominali che, facendosi strada attraverso i muscoli indeboliti che costituiscono il pavimento del canale inguinale, protrudono al suo interno

È la più frequente di tutte le ernie della parete addominale, arrivando ad interessare il 10% della popolazione.  Il sesso maschile, a causa di una conformazione anatomica più larga del canale inguinale attraverso il quale passano strutture vascolari e funzionali per il testicolo, è più predisposto all’insorgenza di questa patologia rispetto al sesso femminile; proprio per questo motivo il sesso maschile è più soggetto alle cosiddette ernie “congenite”, dovute ad una minore resistenza “strutturale” della parete addominale locoregionale.

Cause favorenti l’insorgenza di un’ernia inguinale sono tutte quelle condizioni in cui, a causa dell’aumento della pressione intraddominale (stitichezza, disturbi urinari, ipertrofia prostatica, tosse cronica, gravidanza, obesità, sforzi fisici intensi) si ha una predisposizione allo sfiancamento della parete addominale.

L’ernia inguinale è un problema che non va mai sottovalutato in quanto, pur essendo una patologia benigna, può essere causa di complicanze molto gravi.

“Quanto ai sintomi, la maggior parte dei pazienti riferisce solo un rigonfiamento visibile che può essere fastidioso o assolutamente asintomatico, meno visibile in posizione supina, ma più accentuato in stazione eretta.
La tumefazione, più o meno pronunciata, è associata anche a bruciore o dolore soprattutto nella posizione eretta, quando la pressione endoaddominale è maggiore, o in caso di sforzi dovuti a sollevamento pesi, tosse o stipsi.
Altri sintomi tipici sono il senso di pesantezza testicolare e/o alla gamba, difficoltà a stare in piedi e problematiche digestive.

I disturbi prima elencati non regrediscono spontaneamente, ma possono aggravarsi se sottovalutati, fino a provocare lo strozzamento dell’ernia, che si presenta con dolore addominale continuo associato a nausea e vomito. Un’ernia incarcerata può causare invece un’ostruzione intestinale.

Per la diagnosi è spesso più che sufficiente la visita medica.

Tuttavia, in caso di dubbio, l’ecografia rappresenta l’esame strumentale di riferimento, utile anche negli individui particolarmente obesi nei quali non si riesce ad individuare con sicurezza la porta erniaria.

La terapia dell’ernia inguinale è esclusivamente chirurgica, indispensabile per scongiurare il peggioramento della patologia: in alcune occasioni, infatti, soprattutto nelle ernie di grosse dimensioni con il colletto ristretto a causa di fenomeni infiammatori, l’ernia può andare incontro a temibili complicanze tra cui lo strozzamento, cui si è fatto prima riferimento, che richiede un trattamento chirurgico d’urgenza poiché i vasi sanguigni del viscere erniato vengono compressi, con conseguente necrosi.

L’intervento chirurgico può, generalmente, essere eseguito in regime di day surgery ed in anestesia loco regionale, praticando un’incisione di pochi centimetri, sufficiente ad inserire delle protesi per la riparazione del difetto parietale.

Nei casi più complessi come ernie bilaterali e/o recidive, è legittimata la riparazione con tecnica ”laparoscopica“la quale, mediante anestesia generale, consente di correggere il difetto parietale dall’interno della cavità addominale.
È oramai sconsigliato e fanno parte solo della storia, l’uso di cinti erniari o di supporti contenitivi, in quanto inefficaci e potenzialmente pericolosi.

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.

 


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Accursio Miraglia

Pubblicato da Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.